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sabiniani

sm. pl. [dal latino Sabiniāni]. Nome dato ai seguaci di una scuola di diritto formatasi sotto l'impero di Augusto. Fondatore sarebbe stato Gaio Ateio Capitone ma il nome alla scuola fu dato da Masurio Sabino, caposcuola. La scuola ebbe larga influenza sulla giurisprudenza romana fino all'imperatore Adriano (117-138). Come il suo fondatore, la scuola dei sabiniani fu acquiescente al potere imperiale e conservatrice e si attestò sull'aequitas, fermandosi a valutazioni materialistiche (donde anche il nome di “scuola epicurea”). Fa quindi da contrapposto all'altra scuola giuridica dei proculeiani, sua contemporanea. La distinzione però, se pure ha un suo peculiare valore nei fondatori e nei vari capiscuola, non è sempre una linea netta di discrimine per i molti appartenenti all'una o all'altra scuola. Certo è invece il campo di attività delle due scuole: i sabiniani si applicarono alla sistematica e i loro responsa sono improntati a grande cautela; i proculeiani trattarono invece la casistica, dimostrando grande indipendenza di giudizio.

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