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sabotàggio

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Lessico

sm. [sec. XX; dal francese sabotage, da saboter, sabotare]. Atto, effetto del danneggiare o distruggere qualche cosa intenzionalmente per conseguire obiettivi politici o militari; anche il reato commesso mediante tali azioni: il sabotaggio del treno ha bloccato il traffico ferroviario. Fig., azione di ostacolo, di intralcio, spesso condotta nascostamente, ad attività o disegni altrui: sabotaggio dei lavori. ❏ Il sabotaggio parlamentare si ha quando i deputati di opposizione usano tutti i sistemi, anche quelli non consentiti dal regolamento parlamentare, per impedire l'approvazione di un progetto di legge.

Diritto

Il reato di sabotaggio è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni e la multa per chi danneggia gli edifici adibiti ad azienda agricola o industriale o le macchine, gli apparecchi e le scorte relative. § In diritto militare, reato di cui si rende responsabile il militare che distrugge o rende inservibili, in tutto o in parte, anche temporaneamente, navi, aeromobili, convogli, strade, stabilimenti, depositi o altre opere militari o adibite al servizio delle forze armate dello Stato.

Storia

Azione tipica della guerriglia, il sabotaggio ebbe una parte di rilievo nella Resistenza antinazista in tutta Europa. Linee elettriche, ferrovie, ponti, centrali telefoniche furono oggetto di azioni di sabotaggio al fine di ostacolare l'azione dell'esercito invasore. Fu poi – ed è ancor oggi – insistentemente usato come arma di pressione politica dai movimenti di liberazione nelle “zone calde” del mondo (Algeria, Vietnam, Palestina, ecc.) oppure da minoranze che si considerano oppresse (Alto Adige, Irlanda del Nord, Paesi Baschi, Corsica, ecc.) anche se, molto spesso, il sabotaggio sfocia nel terrorismo.

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