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salicìlico

agg. (pl. m.-ci) [sec. XIX; da salice+-ile]. Acido salicilico, composto chimico che ha la struttura di acido orto-idrossibenzoico:

Sotto forma di acido libero e dei suoi esteri, i salicilati, è relativamente diffuso negli organismi vegetali, anche se sempre in piccola quantità, ma industrialmente viene ottenuto esclusivamente per sintesi a partire dal fenolo. Si presenta in minuti cristalli aciculari di colore bianco e di sapore acido e dolciastro, poco solubili in acqua fredda ma molto più solubili in acqua calda e nei solventi organici, che fondono a 156 ºC ma già a temperatura inferiore sublimano facilmente e sono volatili in corrente di vapore; a contatto con i sali di ferro (III) assumono un'intensa colorazione violetta. Nell'industria alimentare, a causa della sua azione antisettica accompagnata da una tossicità molto ridotta, viene usato per conservare salse di pomodoro e altri prodotti; in farmacia, generalmente sotto forma di salicilato di sodio, viene usato quale antireumatico e nell'industria chimica costituisce un intermedio per la preparazione di prodotti farmaceutici, per esempio l'acido acetilsalicilico, e di vari coloranti. § Aldeide salicilica, composto chimico che presenta la struttura di aldeide dell'acido salicilico. È un liquido incolore e oleoso, dall'odore forte e gradevole, presente in natura nell'olio essenziale delle piante del genere Spiraea. Industrialmente si ottiene per sintesi a partire dal fenolo e viene utilizzata quale intermedio per la produzione di diversi composti chimici, per esempio cumarina e alcuni coloranti.

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