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salina¹

sf. [sec. XIV; dal latino salīnae-ārum, da sal salis, sale]. Estesa superficie di terreno pianeggiante, in riva al mare, predisposta per la raccolta del sale marino cristallizzato, prodotto in seguito a evaporazione naturale forzata, cioè per azione del Sole e del vento. Una salina è costituita da sei serie di bacini di grande area (caselle), quadrati o rettangolari, delimitati da arginelli in terra o da muretti con il fondo di argilla battuta. Le prime cinque serie di caselle, disposte in cascata, servono a far evaporare gran parte dell'acqua; nella sesta serie il residuo secco si cristallizza; le caselle della prima serie sono profonde 40-50 cm; tutte le altre sono meno profonde. Nella prima serie decantano le sostanze in sospensione nelle acque; nella seconda precipitano i carbonati, parte dei solfati di calcio e i sali degli elementi pesanti; nelle tre successive precipitano i solfati di calcio e di potassio e i borati, mentre aumenta la concentrazione del cloruro di sodio. La densità, da una serie di caselle all'altra, passa dagli iniziali 3÷5ºBé a 11, 15, 20ºBé per raggiungere i 25ºBé nelle caselle della quinta serie che sono dette servitrici. Da queste, infine, le acque sature vengono fatte passare nelle caselle della sesta serie dove si deposita il cloruro di sodio mentre il residuo liquido percola entro un canaletto di raccolta; il residuo (acque madri) ha densità superiore a 30ºBé ed è ricco di sali di magnesio e di bromuri che, mediante idonei processi, possono essere estratti e utilizzati per la produzione di magnesio e bromo. Il cloruro di sodio (sale da cucina) viene lasciato cristallizzare per un giorno e poi viene trasportato su vaste aree vicine dove viene ammassato in grandi mucchi che restano per alcuni mesi esposti agli agenti atmosferici; in tale periodo il sale subisce un calo del 10-15% perché si separano sali di magnesio e parti terrose. Successivamente viene raccolto, insaccato e quindi spedito ai centri industriali di lavorazione o ai depositi. Il periodo di coltivazione di una salina si svolge annualmente nei 5÷8 mesi più caldi (campagna salifera); per l'immissione in salina dell'acqua marina si sfrutta l'alta marea oppure si usano grandi pompe; i successivi movimenti d'acqua da una serie all'altra di caselle si fanno mediante idrovore. Durante la campagna, il laboratorio chimico della salina controlla la densità delle acque, le concentrazioni saline e regola il processo di cristallizzazione. La quantità di sale cristallizzato che si deposita in spessori di 5÷8 cm nelle caselle della sesta serie è pari a 100 kg/m2 nelle saline del Mediterraneo e del Mar Rosso; le più grandi saline possono arrivare a produrre 300÷400.000 t annue di sale. Le sostanze precipitate nelle prime serie vengono rimosse periodicamente e avviate a ulteriori lavorazioni se la concentrazione dei sali minerali utili si rivela sfruttabile, altrimenti vengono rimesse in mare.

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