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salmonellòsi

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Medicina

sf. [sec. XX; da salmonella+-osi]. Gruppo di malattie infettive, a decorso acuto, causate da salmonelle. I germi si introducono nell'organismo con l'ingestione di acqua o di cibi contaminati da feci di individui infetti. I diversi gruppi di salmonelle (i più importanti sono quelli indicati con le lettere A, B, C, ecc.) danno luogo a particolari quadri clinici, che sono così suddivisi: forma tifoide che comprende il tifo addominale e i paratifi, sostenuti dalle Salmonella paratyphi A, B, C e Salmonella typhosa; forma setticemica che colpisce con maggiore frequenza lattanti e bambini, con febbre a 39-40 ºC (sono possibili localizzazioni meningee e osteoarticolari e le stesse complicanze della febbre tifoide); forme gastroenteriche ed enterocolitiche, sostenute da Salmonella typhi murium, Salmonella paratyphi B, enteritidis, cholera, suis, ecc., caratterizzate, dopo un breve periodo di incubazione, da insorgenza brusca di febbre, vomito, dolori addominali, diarrea con disidratazione; forme a localizzazioni extraintestinali (meningi, articolazioni, apparati urinario e respiratorio, colecisti, ecc.) che, sostenute da varie specie di salmonelle, hanno spesso un decorso assai grave con manifestazioni purulente. La diagnosi delle salmonellosi si formula con esami di laboratorio (emocoltura, sierodiagnosi di Widal, coprocoltura). La cura prevede l'uso di antibiotici a largo spettro d'azione e di farmaci sintomatici. Particolarmente importante è la prevenzione, effettuata soprattutto mediante il controllo degli alimenti nelle varie fasi della loro preparazione. Non è disponibile attualmente un vaccino dato il grandissimo numero di sierotipi diversi di Salmonella.

Veterinaria

La malattia può colpire tutti gli animali domestici o selvatici che possono assumere i batteri dall'acqua, dal ghiaccio, da prodotti carnei, ecc., inquinati, oppure da portatori sani. La salmonellosi dei bovini è provocata dalla Salmonella dublin, dalla Salmonella rostock e dalla Salmonella typhi murium e colpisce soprattutto i vitelli dai 15 giorni ai 4 mesi di età, più di rado i bovini adulti. I vitelli presentano: rialzo termico, mancanza di forze, diarrea talvolta con tracce di sangue; nei bovini adulti la salmonellosi presenta sintomi più gravi: febbre forte, cessazione della ruminazione, diarrea e dimagramento. La malattia in genere dura una settimana circa, talvolta anche un mese e provoca una mortalità del 25-30%. Occorre isolare i soggetti colpiti, somministrando diete appropriate e provvedendo alla disinfezione dei ricoveri. Della salmonellosi degli ovini si possono distinguere due forme: aborto salmonellare e gastroenterite salmonellare. La prima forma, sostenuta dalla Salmonella abortus ovis, è caratterizzata da aborto che si verifica al 2-3º mese di gravidanza, oppure se la gravidanza giunge a termine il feto è morto o l'agnello muore subito dopo la nascita. Determina solitamente l'aborto nel 50% delle pecore di un gregge. La seconda forma, sostenuta da Salmonella enteritidis, provoca diarrea, rialzo termico e forte abbattimento; colpisce in forma più grave gli agnelli piuttosto che i soggetti adulti. Anche per la salmonellosi degli equini si distinguono due forme: quella abortiva sostenuta dalla Salmonella abortus equi e la gastroenterica sostenuta generalmente dalla Salmonella typhi murium. La prima forma determina aborto dal quarto all'ottavo mese di gravidanza; se invece la gravidanza giunge a termine il puledro muore facilmente nei primi mesi di vita a causa delle malattie di allevamento. La salmonellosi dei suini è provocata dalla Salmonella cholera suis e dalla Salmonella typhi suis e colpisce soprattutto i suini di età compresa tra i 2 e i 6 mesi di vita. La prima si trova nell'intestino di un gran numero di soggetti sani e per il contagio è necessario lo sviluppo di fattori predisponenti. La seconda è invece piuttosto rara e il contagio avviene per mezzo di portatori sani senza l'instaurarsi di fattori predisponenti. La salmonellosi dei volatili colpisce in modo particolare le anatre, i piccioni e i gallinacei nei quali sono frequenti i portatori di Salmonella typhi murium. Occorre uccidere i volatili ammalati e anche i portatori sani. La salmonellosi dei carnivori si manifesta nei cani e nei gatti con gastro-enterite piuttosto grave che può determinare la morte, specialmente dei soggetti giovani.

Bibliografia

T. M. Rivers, F. K. Horsfall, Viral and Rickettsial Infections of Man, Filadelfia-Montréal, 1959; A. J. Rhodes, C. E. van Rooyen, Microbiology, Baltimora, 1962; E. Van Oye, The World Problem of Salmonellosis, Le Haye, 1964; A. Olotzki, Enteric Fevers, Basilea, 1972; W. Buchner, Salmonella species, Berlino, 1986.