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sarcòma

sm. (pl. -i) [sec. XIX; dal greco sárkōma, escrescenza carnosa]. Tumore maligno proprio dei tessuti derivati dal mesenchima embrionale (da cui prendono origine i tessuti connettivi in genere e i vasi sanguigni e linfatici). I sarcomi vengono distinti in sarcomi blastici (che, pur presentando i caratteri generali della malignità, conservano analogie di struttura col tessuto d'origine) e sarcomi immaturi o anaplastici (formati da cellule indifferenziate), a loro volta distinti, a seconda della forma cellulare prevalente, in sarcomi a cellule rotonde, polimorfe e fusate. I sarcomi blastici hanno denominazioni derivate dal tumore benigno corrispondente (fibrosarcomi, liposarcomi, condrosarcomi, osteosarcomi, leiomiosarcomi, rabdomiosarcomi, mixosarcomi, ecc.): in alcuni casi due o più aspetti possono essere presenti contemporaneamente (per esempio fibromixosarcomi od osteocondrosarcomi). I tumori maligni dei vasi sanguigni possono avere struttura cosiddetta organoide (essere cioè composti da tessuti proliferanti diversi e riprodurre l'intera struttura del vaso: emangiosarcomi o linfangiosarcomi), oppure possono derivare da un solo componente della parete vasale (per esempio i leiomiosarcomi). Nella categoria sono infine annoverabili i tumori maligni dei tessuti di origine mesoteliale, cioè i mesoteliomi. I sarcomi sono tumori in genere dotati di spiccata tendenza alla metastatizzazione, specialmente per via ematica. Sarcomi dei tessuti molli: per tessuti molli si intendono tutti i tessuti extrascheletrici all'infuori dei visceri, delle linfoghiandole, della cute e delle mucose. I tumori che vi si sviluppano sono quasi tutti forme primitive e, tranne qualche forma tipicamente infantile (il rabdomiosarcoma), prevalgono nell'età adulta; alcuni sono più frequenti nella vecchiaia. Rappresentano un gruppo numeroso ed eterogeneo di neoplasie maligne, aventi origine prevalentemente dai muscoli, dai tendini e dai tessuti connettivi e vascolari. Hanno una limitata incidenza in quanto rappresentano l'1% di tutte le neoplasie maligne: quasi la metà dei casi si manifesta alle estremità; il resto è distribuito nel distretto cervico-facciale e nel tronco. Le forme più comuni sono rappresentate dal fibrosarcoma, dal liposarcoma, dal rabdomiosarcoma, dall'istiocitoma fibroso maligno, dall'angiosarcoma e dal leiomiosarcoma. Nella maggior parte dei casi si presentano clinicamente come tumefazioni palpabili o visibili o, se profondi, sotto forma di sindromi compressive a livello di organi vitali o nervi. La terapia è prevalentemente chirurgica. L'integrazione di tecniche operatorie più precise e radicali con la chemioterapia preoperatoria (o neodiuvante) ha permesso negli ultimi anni di aumentare le probabilità di sopravvivenza per queste neoplasie, in genere molto maligne e facilmente metastatizzanti.