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scàla

sf. [sec. XIII; latino scala, da scandĕre, salire].

1) Struttura formata essenzialmente dalla successione di più elementi orizzontali, in genere equidistanti, e da elementi più o meno verticali adibiti al loro sostegno, usata per collegare piani posti a livelli diversi; può essere fissa, come parte di un edificio, o portatile a una sola rampa, costituita da due staggi che reggono dei pioli infissi trasversalmente: scala di pietra, di marmo, larga, stretta, ripida; scala di servizio; scala di legno a pioli. Per estensione, scalinata: la scala che porta al monumento. Al pl., scala formata da più rampe: salire, scendere le scale; fare le scale, salirle o scenderle. In particolare, scala di corda o scala volante, formata da due grosse corde tra cui sono inseriti pioli di legno o di ferro; scala di Caronte, nel teatro antico, meccanismo a botola che consentiva agli attori di fingere di sparire sottoterra; scala mobile, costituita da gradini che, per mezzo di un meccanismo automatico, si spostano verso l'alto o verso il basso su un piano inclinato per il trasporto di persone; scala aerea o scala Porta (dal nome dell'ideatore), scala montata su un automezzo, formata da più sezioni cilindriche che, per mezzo di un argano, si sfilano e si congiungono una all'altra; vedi scala (tecnica). La loc. a scala indica disposizione in ordine crescente o decrescente di altezza; capelli tagliati a scala, bruscamente, senza sfumatura.

2) Fig., sequenza progressiva secondo un determinato ordine (cronologico, numerico ecc.). In particolare, nel gioco del poker, sequenza di cinque carte in ordine progressivo (se dello stesso seme dicesi scala reale); l'asso può essere prima della carta più bassa (scala minima) o dopo il re (scala massima). In altri giochi di carte, come il ramino o la scala quaranta, la sequenza di tre o più carte dello stesso seme in valore progressivo. Più in genere, successione ordinata secondo una gradazione progressiva di intensità, di complessità, di importanza e simili: la scala dei colori; stabilire una scala dei valori; seguire la scala gerarchica; scala dei bisogni, valutazione economica dei bisogni secondo la loro urgenza e intensità. Con accezioni specifiche: A) in psicometria, termine generale che indica un test mentale costruito in modo da presentarsi come un insieme di prove, relative all'abilità che si vuole misurare (intelligenza, attitudini specifiche) graduate secondo la loro difficoltà. B) In sociologia, tecnica delle scale, tecnica di misurazione che consente di rendere attendibili e utilizzabili ai fini della ricerca una serie di informazioni raccolte attraverso risposte a un questionario. Le scale servono ad assegnare numeri o significati che evidenzino i caratteri di determinate attribuzioni. Si possono distinguere scale nominali che classificano linguisticamente o simbolicamente categorie non sovrapponibili (si possono differenziare italiani e francesi; non italiani e toscani, perché la prima categoria include la seconda) e scale ordinali, che stabiliscono una gerarchia di grandezza – generalmente numerica – fra le componenti analizzate. Una scolaresca allineata per altezza può essere ordinata numericamente costruendo una scala fondata sulla misurazione della statura dei ragazzi. La sociologia ha elaborato scale capaci di dare rilevanza e intensità a fenomeni, atteggiamenti e opinioni. Le scale Likert misurano il grado di accordo o di disaccordo con una determinata proposizione; le scale Guttman, di tipo binario, la presenza o l'assenza di una determinata proprietà ecc. L'elaborazione statistica delle scale cumulative, degli scalogrammi e della scalabilità di gruppi di informazioni ha ricevuto un forte impulso dall'impiego delle tecnologie informatiche. C) In geologia, la scala stratigrafica è la successione delle unità stratigrafiche ordinate secondo i criteri della cronologia geologica relativa; vedi scala (geologia). Scala sismica, insieme di parametri (numerici o empirici) utilizzati per valutare l'intensità di un terremoto.

3) In musica, struttura formata da una successione determinata di suoni (in numero variabile) che costituisce il fondamento di ogni sistema musicale; vedi scala (musica).

4) In varie scienze e tecnologie, successione convenzionale di valori secondo i quali si misurano, in base a un'unità prefissata, determinati fenomeni: A) in acustica, dato un rumore, al quale è sensibile il microfono di un misuratore di livello sonoro, la scala di ponderazione è un dato, espresso da una lettera (A, B, C, D) che specifica la curva di risposta (anch'essa denominata A, B, C, D) secondo la quale una determinata rete elettrica filtrante pesa le componenti spettrali del rumore, ossia ne modifica il livello. La scala di più largo impiego è la scala A. B) In elettronica, scala di conteggio, termine talora usato come sinonimo di contatore. C) In fotografia, scala dei grigi, successione di grigi digradanti regolarmente dal nero al bianco. Viene usata per il controllo dell'accuratezza di una riproduzione fotografica. Generalmente è fotografata insieme al soggetto in modo che venga a cadere in un angolo non importante dell'immagine. Dal confronto della fotografia con l'originale si possono valutare il contrasto della riproduzione e l'eventuale presenza di dominanti colorate. Una scala di grigi continua e trasparente, detta cuneo sensitometrico, viene impiegata in sensitometria per determinare la curva caratteristica delle emulsioni fotografiche. Soprattutto nel campo della ripresa e della stampa digitale si parla anche di scala dei colori intendendo il numero di sfumature di colore presenti in un'immagine o riprodotte da una stampante. D) In metrologia, scala graduata, retta, o anche curva, sulla quale si pensi fissato un sistema di ascisse, detto graduazione. Se la graduazione è fatta rispetto a una fissata unità di misura per le lunghezze, si parla più propriamente di scala metrica; in tal caso l'unità di misura prende il nome di grado della scala. Scala logaritmica è una scala in cui i successivi intervalli sono proporzionali ai logaritmi dei numeri segnati sulla scala. Il concetto di scala graduata si ricollega a quello di scala di misura, che è la parte di uno strumento di misura tarato, costituito di una graduazione rettilinea o circolare sulla quale scorre un indice che indica la misura della grandezza fisica sottoposta a misurazione. E) In petrografia, scala della durezza di Mohs, vedi durezza. F) In termologia, una scala termometrica è un sistema di riferimento per la misurazione della temperatura.

5) Per estensione, parte di uno strumento in cui si possono leggere i valori delle grandezze misurate: la scala della bilancia; anche tabella, prospetto, schema che riporta una serie di valori graduati corrispondenti a determinate funzioni specifiche. In particolare: A) nel linguaggio economico, si realizzano economie di scala allorché l'aumento della scala produttiva permette dei recuperi di produttività tali da ridurre il costo medio di produzione. B) Nella terminologia bancaria, il prospetto usato nelle banche per il calcolo periodico degli interessi a debito o a credito di un titolare di conto corrente. Le singole operazioni vengono registrate in ordine di valuta e i numeri sono calcolati su ciascun saldo per il periodo che intercorre tra due valute successive. C) Nel commercio marittimo, scala dei noli, tabelle nelle quali sono indicati i pesi o volumi di ciascun tipo di merce, ai quali corrispondono quotazioni di nolo. Sono dette tariffe di noli se riportano un solo nolo base, riferito a una merce tipo, e una serie di coefficienti di variazione positivi e negativi secondo la natura delle merci da trasportare. D) Nei radioricevitori, scala parlante, il dispositivo sul quale sono indicati i nomi delle stazioni trasmittenti sulle quali ci si vuole sintonizzare. È costituita da una lastra traslucida, generalmente illuminata, che reca dei contrassegni di sintonia relativi alle varie stazioni di radiodiffusione, in corrispondenza dei quali va portato l'indice della scala.

6) In topografia e in cartografia, rapporto tra la distanza grafica e quella reale sul terreno ridotta all'orizzonte: scala di proporzione. Per analogia, nel disegno, scala di rappresentazione, rapporto di riduzione utilizzato nell'esecuzione di elaborati tecnici per rappresentare su fogli di dimensioni unificate (e relativamente limitate) pezzi molto grandi, per esempio parti di navi, aerei, automobili ecc. Le scale più usate sono: 1 : 2,5, 1 : 5, 1 : 10, 3 : 10, 1 : 20, 1 : 50, 1 : 100. La scala 1 : 2 si usa raramente perché falsa il disegno e le proporzioni delle aree non risultano bene evidenti come quando si impiegano altre scale.

7) Per estensione, a scala, di disegno o modello che riproduce in piccolo un oggetto reale mantenendo costante il rapporto di grandezza in tutti i particolari: una locomotiva a vapore riprodotta in scala. Fig., misura, dimensione, proporzione, in particolare loc.: su larga, su vasta scala, in grandi proporzioni; su scala ridotta, in dimensioni ristrette; su scala regionale, nazionale, con una diffusione, un'importanza di estensione regionale, nazionale; su scala industriale, nelle proporzioni e secondo i metodi dell'industria: impostare la produzione su scala industriale.

8) In anatomia, termine con cui si indicano elementi dell'orecchio interno (scala timpanica, scala vestibolare).

9) In diritto del lavoro, scala mobile, meccanismo di adeguamento automatico delle retribuzioni al costo della vita.

10) Anticamente, porto, approdo, scalo: “Né scala in Inghilterra né in Irlanda / mai lasciò far” (L. Ariosto, Orlando Furioso, IX, 93).

11) In simbologia, simbolo “assiale” (come l'albero); vedi scala (simbologia).

12) Nello sport, sia, nella ginnastica, attrezzo ginnico, sia, in alpinismo, scala delle difficoltà che misura i gradi di difficoltà di un'ascensione; vedi scala (sport).