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scàtola

sf. [sec. XIV; latino medievale castula, di origine germanica].

1) Recipiente in forma di cilindro o più spesso di parallelepipedo, per lo più di dimensioni non grandi, realizzato in metallo, legno, cartone, plastica o altro materiale e destinato a contenere e conservare merci o oggetti diversi: una scatola di caramelle, di fiammiferi, contenente caramelle, fiammiferi; scatola a sorpresa, che, quando viene aperta, lascia uscire all'improvviso un pupazzo o altro, per gioco; scatola armonica o scatola musicale, carillon; in scatola, si dice di prodotti, per lo più alimentari, opportunamente confezionati e conservati in recipienti metallici a chiusura ermetica: carne in scatola. Per estensione, quantità di roba contenuta nel recipiente: mangiarsi una scatola di biscotti.

2) In loc. estensivamente e fig.: comprare, accettare qualche cosa a scatola chiusa, senza controllare la merce che si compra o ciò che viene affermato da altri; lettere, caratteri di scatola, cubitali, come quelli usati per indicare sulle scatole la merce che contengono. Familiare: rompere le scatole a qualcuno, seccarlo, infastidirlo; averne le scatole piene, non poterne più di qualcuno o di qualche cosa; levarsi, togliersi dalle scatole, togliersi di mezzo, lasciare in pace.

3) Qualunque oggetto, organo, dispositivo che richiami la forma o la funzione di un contenitore, specialmente nell'uso tecnico-scientifico: la scatola del cambio, involucro metallico che contiene gli ingranaggi, gli alberi e gli altri meccanismi che costituiscono un cambio di velocità. Per cambi e riduttori di dimensioni relativamente limitate, le scatole vengono ottenute per fusione e sono solitamente in ghisa o alluminio. Per cambi e riduttori di dimensioni notevoli, dato che le fusioni sarebbero troppo impegnative, si ricorre alla costruzione di scatole in lamiera saldata. Le scatole dei cambi vengono poi lavorate sulle alesatrici: in tal modo è possibile lavorare con grande precisione sia le superfici d'unione della scatola, sia le sedi degli alberi e dei cuscinetti. Nella parte inferiore della scatola si raccoglie l'olio necessario alla lubrificazione degli ingranaggi e dei supporti, che viene poi rimesso in circolazione da una pompa a ingranaggi incorporata nella stessa scatola; scatola di ritenuta, lo stesso che premistoppa. Scatola nera, in aeronautica, lo stesso che registratore di volo; in informatica,scatola nera o black box, dispositivo da collegare alla televisione per aggiungere funzionalità di vario genere, come la possibilità di navigare su Internet; un esempio di black box è il decoder per la televisione digitale o la web TV. scatola cranica, in anatomia, l'insieme delle formazioni ossee che delimitano la cavità cranica e che contengono la massa encefalica; scatola a mitraglia, involucro cilindrico di lamiera riempito di sfere di piombo o ferro cementate con colofonia fusa, idoneo a essere sparato da un cannone ad avancarica e utilizzabile contro gruppi di persone allo scoperto, a distanza non superiore a 100 m. La scatola a mitraglia, largamente impiegata in operazioni di ordine pubblico, fu resa inutile dall'avvento delle armi a ripetizione. Durante la prima guerra mondiale fu impiegata una granata di concezione simile, detta shrapnel.

4) In cibernetica, scatola nera, o scatola chiusa, sistema di qualunque tipo (meccanico, acustico, elettrico, elettronico ecc.) di cui si ignorano i componenti, ma che ha una o più entrate, definite dalle grandezze fisiche e (lettera alfabetica), e (congiunzione), e3,..., en e una o più uscite definite dalle grandezze fisiche u1, u2, u3,..., um. Sono anche note le relazioni che legano ciascuna uscita a tutte le entrate. Nel caso di relazioni lineari si ha, per esempio:

cui le grandezze G11, G12, G13,..., Gmn sono le funzioni di trasferimento del sistema, che, nel caso più semplice di una sola entrata e una sola uscita, si riducono a una sola. È un esempio di scatola nera un neurone nella teoria degli automi.