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scenotècnica

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Teatro

sf. [sec. XIX; da scena+tecnica]. Tecnica che realizza e regola i dispositivi necessari alla costruzione di un ambiente teatrale o cinematografico. Rientrano pertanto nella scenotecnica anche la “scenografia” intesa come realizzazione pittorica delle scene, le “costruzioni” (strutture praticabili, carrelli ecc.), l'“attrezzeria” (fabbisogno minuto). Lo stesso palcoscenico è opera scenotecnica e architettonica a un tempo: già perfezionato nell'Ottocento del secolo scorso nelle sue strutture (sottopalco, scena, soffitta) e caratteristiche, si è poi aggiornato in base ai dispositivi idraulici o elettrici che hanno integrato, ma non sostituito, la tradizionale trazione a mano operata dai macchinisti. Eliminate le manovre di sottopalco (dove scorrevano i carrelli porta-quinte) e abolito l'assetto del piano scenico a “strade” e “tagli”, si tende oggi a effettuare le operazioni in palcoscenico (con girevoli, carrelli mobili e componibili, ponti elevabili), o in soffitta. Resta immutabile l'assetto dei tiri contrappesati, situati lungo le pareti laterali del palco, per far salire e scendere dalla soffitta gli elementi scenotecnici o illuminotecnici. In “scenografia” il lavoro di realizzazione (pittura, montaggio, messa a punto) resta legato alla tecnica tradizionale, ma alla stoffa dei telai (fondali, quinte, spezzati, celetti) si sostituiscono spesso materiali insoliti (rete metallica, plastica, polistirolo), e il legname di supporto viene integrato con sostegni metallici.

Cinema

Nelle riprese cinematografiche o televisive, specie in interni, le norme pratiche e gli accorgimenti per conseguire i risultati richiesti dall'architetto-scenografo, dal regista e dalla produzione, riguardano particolarmente i materiali da impiegare nella costruzione delle scene (e dei cosiddetti “praticabili” in esterno) e il rendimento fotografico degli stessi. Quando alla tela dipinta dei primitivi scenari cinematografici fissi si sostituì l'uso del legno compensato, si aprì l'epoca moderna in cui il cinema, con l'introduzione dei suoi meccanismi dinamici, si pose come modello anche per il teatro. L'impiego della luce artificiale, la ripresa mobile con carrello, i sempre più complessi ritrovati della scienza e della tecnica per il sonoro, il colore e la visione panoramica, hanno imposto nuovi arredamenti e attrezzature, con una più consistente varietà di scene, un nuovo uso delle vernici in funzione della resa dei colori, nuovi adattamenti per gli esterni in relazione anche agli effetti acustici delle “piste” sonore.