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scifistòma o scifostòma

sm. (pl. -i) [da scifo-+greco stóma, bocca, apertura]. Stadio polipoide dei Celenterati Scifozoi, simile a un'idra, che deriva dalla trasformazione di una tipica larva planuloide. Presenta simmetria raggiata tetramera, segnata da quattro pieghe entodermiche longitudinali (teniole) che si spingono dalla parete interna verso l'asse oro-aborale, suddividendo il celenteron in quattro tasche gastrali. Tipicamente solitario e fisso al substrato, lo scifistoma può, in certe specie (Coronate), gemmare una colonia sostenuta da uno scheletro tubolare, o, all'estremo opposto, essere trattenuto in particolari tasche incubatrici della medusa madre. Gli scifistomi sessili, nel corso di un breve periodo o di molti anni, e nel secondo caso continuamente o stagionalmente, producono per mezzo di una forma particolare di gemmazione, detta strobilazione, numerose meduse immature (efire) che acquistano vita indipendente, staccandosi dallo scifistoma una alla volta o contemporaneamente in gran numero. In poche specie lo stadio di scifistoma prevale su quello medusoide, che produce gameti (e quindi nuove larve e scifistomi) quando è ancora morfologicamente immaturo. In poche altre specie ancora lo scifistoma, dopo un breve periodo di vita sul fondo, si stacca e, senza andare incontro al processo di strobilazione, si trasforma direttamente in medusa.

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