Questo sito contribuisce alla audience di

scrìvere, màcchina per-

Guarda l'indice

Definizione

Apparecchio a comando manuale mediante tastiera con il quale è possibile imprimere a caratteri di stampa, su di un foglio di carta, un qualsiasi testo.

Cenni storici

La macchina per scrivere è stata concepita per rendere meccanica la scrittura, in modo che i caratteri usati fossero comprensibili a qualsiasi lettore. Fino all'inizio del sec. XX i numerosi e originali dispositivi ideati non ebbero pratica diffusione: tali furono il modello a dadi di legno con caratteri in rilievo di F. Rampazzetto (sec. XVI), quello con tasti di legno di H. Mill (1714), il tachigrafo di P. Conti (1823), il tipografo di W. A. Burt (1829) e i quindici tipi di “cembalo scrivano” costruiti dall'italiano G. Ravizza tra il 1855 e il 1880. La prima macchina per scrivere di costruzione industriale uscì dalle officine americane Remington nel 1873, che realizzarono il brevetto di C. Sholes (1868): concettualmente analoga alle successive non ebbe successo essendo voluminosa, poco pratica, con lo scritto non visibile dall'operatore. Nel 1898, la Underwood su brevetto di F. X. e H. L. Wagner mise in commercio la prima macchina a scritto visibile, con carta tenuta da un rullo, tasti battenti frontalmente sulla carta azionati da una tastiera alfabetica (calligrafo). In Italia la produzione iniziò nelle officine Olivetti nel 1908; nel 1930 la IBM mise in commercio il primo modello di macchina per scrivere elettrica, tipo che cominciò ad avere ampia diffusione soltanto nell'ultimo dopoguerra. Con la comparsa e progressiva diffusione della macchina per scrivere elettronica, dotata di memoria più o meno estesa (da una riga a un'intera pagina) derivata dalle stampanti a margherita, si apriva la strada agli elaboratori destinati alla videoscrittura.

Evoluzione

A causa del rapido sviluppo dell'informatica, dopo un solo decennio la macchina per scrivere elettronica è stata praticamente abbandonata; la scrittura viene effettuata con il computer che, per mezzo di appositi programmi di word processing consente di leggere il testo sullo schermo di un monitor, man mano che viene battuto su una normale tastiera, di modificarlo a piacere in tutte le sue caratteristiche (tipo di carattere, giustificazione, interlinea ecc.) e di conservarlo, se necessario, in una memoria a disco. La stampa può essere effettuata, immediatamente dopo l'elaborazione, o in qualsiasi altro momento, per mezzo della stampante collegata al computer. Esistono elaboratori semplificati, adatti al solo trattamento di testi (centri di scrittura), costituiti da tastiera, monitor e stampante, che hanno praticamente soppiantato le macchine per scrivere.

Componenti

La macchina per scrivere tradizionale "Per la macchina per scrivere vedi nomenclatura al lemma del 17° volume." è costituita da un telaio portante; una tastiera, comprendente 4-5 file di tasti che portano impressi i caratteri e i grafismi (da 42 a oltre 60) da riprodurre sulla carta o che svolgono funzioni particolari; un carrello, che scorre da destra a sinistra durante la scrittura e porta il rullo portacarta; una piastra portamartelletti, con i relativi martelletti, elementi mobili al cui estremo si trova un blocchetto con due caratteri in rilievo, che battono contro un nastro inchiostrato imprimendo sulla carta il segno scelto; il complesso dei cinematismi, costituito da rinvii, leve, molle di richiamo, perni, supporti, elementi di collegamento dei tasti al corrispondente martelletto ecc. Sotto la tastiera è situata anche una barra spaziatrice, mentre alcuni tasti hanno funzioni meccaniche come: il tasto per il ritorno passo-passo del carrello, con movimento da sinistra a destra; il tasto per l'avanzamento veloce del carrello in base a una spaziatura per colonne predisposta da leve o tasti laterali; il tasto d'arresto per le maiuscole; i due tasti accoppiati, uno a destra e uno a sinistra, per far battere sulla carta la parte superiore o quella inferiore dei martelletti, facendo abbassare o alzare l'intera piastra portamartelletti oppure il rullo rispetto al carrello; il tasto di correzione ecc. Alcuni martelletti portano i caratteri maiuscolo e minuscolo, altri i numeri, altri i diversi grafismi (parentesi, punto, virgola ecc.). Due pomelli laterali consentono di ruotare il rullo per inserirvi la carta e per toglierla. Un sistema di blocchi impedisce al carrello di effettuare un'escursione completa, e cioè consente di tenere margini regolari a sinistra e a destra del foglio, nonché, quando è più complesso (tabulatore), di incolonnare cifre o diciture, con diversi arresti automatici del carrello in posizioni intermedie. Le macchine elettriche, la cui struttura varia secondo i costruttori e i modelli, sono derivate da quelle tradizionali, ma sono provviste di un motore, sempre in funzione, e di un elemento cilindrico, al quale, volta a volta, su comando di un tasto, si aggancia, per il tempo sufficiente, un organo che trascina in movimento il sistema che l'operatore vuole azionare (martelletto scrivente, dispositivo per il ritorno del carrello e la rotazione del rullo ecc.). Esse consentono di ottenere una battuta regolare (ogni martelletto batte sul rullo con la stessa intensità) e regolabile.