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secentismo

(meno comune seicentismo), sm. [sec. XVII; da se(i)cento]. Atteggiamento stilistico e letterario manifestatosi maggiormente nel sec. XVII.

Il fenomeno del secentismo, fissato tradizionalmente nella letteratura italiana, è stato considerato negativo o almeno limitato nei suoi effetti di poesia dalla critica letteraria dell'età del Risorgimento: a opera di F. De Sanctis è stato anche valutato nell'atmosfera della Controriforma cattolica e della dominazione spagnola. In tempi più recenti la polemica di B. Croce contro le forme vuote del secentismo, considerato affine al marinismo in un esasperato culto dell'espressione, ha fatto considerare tale atteggiamento come falso, indubitabilmente negativo e vuoto d'ispirazione. In realtà, il problema del secentismo, anche al di fuori del barocco e di una sua definizione storica o tipologica, è molto più complesso e non va limitato all'esame di una sola letteratura o al massimo di due, come accade di solito con quella italiana e, nell'ambito del Rinascimento, di quella spagnola. Anzitutto si consideri nel termine secentistico una definizione in sé e per sé del culto della forma spinto fino alle sottigliezze, alle arguzie, e, come si disse nel secolo, alle agudezas; ma fu A. D'Ancona a parlare di secentisti nel Quattrocento italiano, cioè dell'Aquilano, del Tebaldeo e del Cariteo, usando uno di quei termini antistorici ma sommamente indicativi che hanno indotto i critici a parlare di romanticismo in Catullo e di decadentismo linguistico in Callimaco. Come il barocco è stato rivalutato nella sfera dell'inventività della lingua letteraria e nella creazione dell'immagine poetica, così il secentismo è stato meglio considerato nella sua vera natura nell'esame del Rinascimento europeo, in special modo di quello italiano e di quello spagnolo. Se l'Italia ha prodotto il marinismo con particolari atteggiamenti dovuti al caposcuola G. Marino, la Spagna ha spinto nel gongorismo motivi connaturati in una ricerca di espressione poetica in F. de Herrera, in Garcilaso de la Vega e finalmente in L. de Góngora; e come fu detto esserci il secentismo prima del Marino, così fu riscontrato il culteranismo prima di Góngora. Allo stesso modo fu osservato da De Sanctis che il primo petrarchista (nel senso della maniera) era stato F. Petrarca. La ricerca di un'espressione formale, indipendente da una vera ispirazione, era stata degli stessi antichi, greci e latini: il Medioevo e il Rinascimento non fecero che sviluppare tali elementi in un modo che trovò nel Seicento europeo una manifestazione eccezionale, ma essi documentavano pure l'esigenza di una poesia nuova, anche se nelle varie scuole nazionali si ricercava l'insolito come motivo di affermazione artistica. Il preziosismo francese, l'eufuismo inglese (con riferimenti singolari nella poesia metafisica e nella stessa opera drammatica di W. Shakespeare) e quindi altre manifestazioni in Germania testimoniano un bisogno di novità che è affine a quello dell'arte figurativa (con le nature morte, le cascate d'acqua, le volute dei palazzi) e della musica (anche con scherzi e vocalizzi burleschi). Nella ricerca del nuovo, preziosi e burleschi furono alleati contro il fissarsi di un classicismo monumentale ma senza sviluppo nel futuro. Se del secentismo rimangono più gli artifici che le scoperte fruttuose, come è stato detto dai critici, non va mai misconosciuto il tentativo di scoprire un mondo nuovo nella piena libertà della creazione.

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