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secessióne

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Lessico

sf. [sec. XVI; dal latino secessío-ōnis, da secedĕre, separarsi]. Separazione di una componente dall'unità politica o sociale cui apparteneva: una provincia che aspira alla secessione. Per estensione, distacco da una corrente ideologica, artistica, letteraria e simili.

Arte

Insieme di fenomeni di scissione e rottura polemica con le strutture artistiche ufficiali (specie le Accademie) che caratterizzò il panorama composito dell'arte europea nella seconda metà dell'Ottocento, ma soprattutto verso la fine del secolo, preludendo all'atteggiamento eversivo delle avanguardie del Novecento. Storicamente il fenomeno della secessione assunse portata più rilevante in Germania e in Austria, proprio per la maggior rigidezza e chiusura corporativa e nazionalistica delle organizzazioni artistiche ufficiali. Prima in ordine di tempo fu la Secessione di Monaco, creata nel 1892 da un gruppo di artisti capeggiati dal pittore F. von Stuck, che si articolò nell'attività di diversi gruppi, trovando i suoi punti maggiormente qualificanti nel rinnovamento della pittura di paesaggio, nell'interesse per l'arte applicata, nella creazione di un nuovo gusto decorativo specialmente nella grafica (attraverso la creazione di riviste come Jugend e Simplicissimus, che esercitarono un'influenza a livello europeo sull'evoluzione del gusto grafico di fine secolo) e nell'apertura agli aspetti più vivi della cultura artistica europea. Su questo clima si innestò nel 1909 il nuovo gruppo della Neue Künstlervereinigung, fondato da V. Kandinskij, aperto agli sviluppi dell'espressionismo, da cui doveva uscire l'avanguardia del Der Blaue Reiter. La Secessione di Berlino (avviata già verso il 1892) si svolse dal 1898 inizialmente sotto l'egida del gruppo dei cosiddetti “impressionisti tedeschi” (M. Liebermann, L. Corinth), e all'insegna del rinnovamento grafico propugnato dalla rivista Pan; in un secondo momento, dopo il 1903, come sostegno al nascente espressionismo, che proprio a Berlino trovò uno dei suoi centri di forza con la fondazione nel 1910, da parte di H. Walden, della rivista d'avanguardia Der Sturm e della galleria omonima. Tuttavia, anche per il forte influsso esercitato a livello europeo, la più tipica delle secessioni, al punto che a essa sola si applica spesso il termine, fu la Secessione di Vienna, fondata nel 1897 dal pittore G. Klimt e dall'architetto e decoratore J. Olbrich. Largamente aperta ai diversi aspetti di rinnovamento culturale (si pensi al contributo di musicisti come A. Berg e A. Schönberg), la secessione viennese rappresentò uno dei momenti più qualificanti delle istanze del modernismo europeo, attraverso l'elaborazione di uno stile unitario, che alla linea dinamica e fluida dell'Art Nouveau franco-belga contrappose un gusto secco e geometrico, altamente decorativo e astrattizzante nella pittura (G. Klimt) e nella grafica (J. Olbrich, J. Hoffmann), che ebbe il suo organo di diffusione nella rivista Ver Sacrum; parimentisquadrato e asciutto fu lo stile architettonico, con precoci precorrimenti razionalisti (O. Wagner; J. Olbrich; J. Hoffmann). Allo stesso modo il movimento fu largamente innovativo nel campo delle arti applicate, per la lucida impostazione del rapporto forma-funzione; in tal senso furono molto importanti i laboratori artigianali delle Wiener Werkstätte, fondati da Hoffmann nel 1903.