Lessico

sm. [sec. XIII; da sentire].

1) Atto e facoltà di sentire, di ricevere sensazioni; senso. Più comunemente, coscienza interiore, consapevolezza di sé e dei propri atti: avere sentimento di quello che si sta facendo; perdere i sentimenti, svenire o entrare in agonia; uscire di sentimento; essere fuori di sentimento; dei sentimenti, impazzire o perdere il controllo di sé; con tutti i sentimenti, nel pieno possesso delle facoltà mentali.

2) Capacità e modo di sentire dentro di sé la realtà e l'importanza di determinati valori: sentimento dell'onore, del dovere; ha perso il sentimento del bene e del male; uomo privo di sentimento estetico; il Medioevo è pervaso dal sentimento religioso. Per estensione, consapevolezza: “Ai mali s'aggiunge il sentimento de' mali” (A. Manzoni). In particolare, concetto, opinione: avere un grande sentimento di sé.

3) Qualunque impulso affettivo dell'animo, in relazione a impressioni esterne e indipendente da considerazioni razionali: un sentimento di paura, di gioia; avere, provare, nutrire un sentimento di odio, di amicizia per qualcuno; i sentimenti più puri rimangono nascosti. Per estensione, sensazione, impressione: provare un sentimento di ribrezzo.

4) Modo di pensare, di sentire proprio di una persona; inclinazione, atteggiamento morale (per lo più al pl.): un ragazzo di buoni sentimenti; sentimenti elevati, onesti, volgari. Per estensione, idea, parere: mutare sentimento; sono del tuo stesso sentimento.

5) Al sing., e con uso assoluto, l'affettività, la sfera degli affetti di un individuo, per lo più contrapposta a quella della ragione: lasciarsi guidare, dominare dal sentimento; far leva sul sentimento di qualcuno, cercare di commuoverlo, di impietosirlo, usando argomenti che toccano più il cuore che la ragione; toccare la corda del sentimento, parlare in modo da intenerire gli animi. Per estensione, sensibilità, delicatezza d'animo: una ragazza priva di sentimento; l'arte educa il sentimento dell'uomo; scrivere, parlare con sentimento, usando parole e toni che rivelano la sensibilità e la ricchezza affettiva del soggetto; canzone, musica, poesia piena di sentimento, appassionata, sentimentale.

6) Senno, giudizio: un ragazzo di poco sentimento; è giovane ma ha molto sentimento. Anticamente, saggezza; esperienza; attenzione, cura.

Filosofia: generalità

Componente essenziale della vita umana, è accompagnato in ogni suo momento da un determinato stato affettivo o emotivo, che corrisponde alla disposizione psicologica riguardo una certa azione o situazione vissuta. Per una determinazione preliminare delle caratteristiche del sentimento come tonalità emotiva specifica, lo si distingue opportunamente sia dall'emozione sia dalla passione; infatti il sentimento appare come una disposizione affettiva stabile, duratura e tranquilla, mentre emozione e passione assumono le caratteristiche di instabilità e di violenza. In più, mentre passione ed emozione non impegnano globalmente la soggettività, ma anzi di fatto la disturbano, producendo una abnorme intensificazione e dilatazione della sfera emotiva a tutto scapito dell'attività razionale, il sentimento, proprio per le dette caratteristiche, favorisce l'unità della persona con se stessa nutrendone e accompagnandone l'attività e la razionalità, e creando al contempo una disposizione favorevole verso le cose e verso gli altri esseri umani. In ogni caso, nella storia della filosofia si hanno orientamenti assai divergenti tra di loro intorno al problema del sentimento e del suo rapporto con la vita razionale dell'uomo: tutto il razionalismo, per esempio, tende, nelle sue più diverse forme (da Platone a R. Cartesio, da G. Leibniz a J. Herbart), a vedere nel sentimento esclusivamente una forma inferiore rispetto alla dimensione prettamente razionale del pensiero. Il sentimento è considerato quasi un elemento irrazionale che, anche se non va misconosciuto, certamente non svolge alcuna funzione essenziale nella ricerca della verità. Vi sono poi al contrario metafisiche che non solo non respingono una funzione positiva del sentimento, ma che anzi vedono in esso la fonte prima della possibilità della conoscenza. Grande importanza per la conoscenza della verità è stata poi attribuita al sentimento da tutte le correnti mistiche, da Plotino a M. Eckhart, e soprattutto dal romanticismo, in tutte le sue forme filosofiche, artistiche e letterarie, dal I. Kant de La critica del giudizio ad A. Schopenhauer. Così per l'esistenzialismo – ma anche in quei pensatori che, da B. Pascal a M. Scheler, contribuiscono a prepararlo – il sentimento assume una sua valenza positiva nell'autochiarificazione esistenziale dell'uomo; qui l'elemento affettivo è visto come un'intrascendibile dimensione dell'esistenza umana, non risolvibile nell'astrazione del pensiero puramente razionale, ma insieme rivelatrice di una verità che il pensiero stesso non sa cogliere. In M. Heidegger, soprattutto, la “situazione emotiva” è uno degli “esistenziali” fondamentali, in cui si rivelano al Dasein la sua deiezione e il suo nulla di fronte all'angoscia dell'essere-per-la-morte. Nel discorso di Heidegger, dunque, il sentimento, o “situazione emotiva”, come esistenziale, appare fondamentalmente inquadrato in tutto il suo più ampio discorso ontologico. Anche l'esistenzialismo cristiano di G. Marcel vede un preciso rapporto tra sentimento e apertura dell'uomo alle verità della fede.

Filosofia: sentimento dell'io

Il rapportarsi dell'io a se stesso in una forma immediata e prerazionale, in cui l'io si avverte e si sente nella propria soggettività. In questo senso il sentimento dell'io è stato distinto dalle situazioni emotive relative al mondo esterno.

Filosofia: sentimento della natura

Particolare tonalità emotiva che pervade il soggetto umano quando riesce a instaurare un contatto autentico con la natura.

Filosofia: sentimento fondamentale

Nel pensiero filosofico di A. Rosmini, è l'autocoscienza spirituale del soggetto umano. Nel sentimento fondamentale il soggetto ha coscienza di sé, e si avverte come tale, quindi come persona ed essere spirituale, libero e autocosciente. Per Rosmini, l'esistenza del sentimento fondamentale nel soggetto umano non è qualcosa di dimostrabile razionalmente, ma è un'intuizione originaria dell'intelletto, che solo muovendo da essa può giungere all'autocomprensione; inoltre il sentimento fondamentale è anche alla base della possibilità stessa di conoscere ciò che è fuori di noi, il mondo esterno e la realtà nel suo insieme. Il sentimento fondamentale tuttavia rimane sempre un sentimento e non viene identificato con la coscienza in senso stretto, anche se a questa si perviene solo partendo dal sentimento fondamentale stesso. Questo punto si chiarisce nella distinzione rosminiana tra sentimento fondamentale corporeo e sentimento fondamentale intellettivo. Nel primo l'unità del soggetto umano viene scorta come unità nell'insieme delle parti che costituiscono l'elemento corporeo; nel secondo, invece, come capacità d'intuire in modo immediato l'idea dell'essere: concetto basilare della gnoseologia, della metafisica e della teologia rosminiana.

Filosofia: sentimenti morali

Stati affettivi associati al valore morale: l'intima soddisfazione per il bene compiuto, il rimorso per una cattiva azione ecc. Teorizzati da A. Shaftesbury, F. Hutcheson e A. Smith, i sentimenti morali apparvero anche come i veri principi, il vero motore della moralità. Kant li sottopose a critica mostrandone l'estraneità con l'imperativo etico. Scheler ne riprese la tematica, sollevando il sentimento stesso sul piano del valore, attribuendo alla manifestazione del valore una connotazione emozionale.

Quiz

Mettiti alla prova!

Testa la tua conoscenza e quella dei tuoi amici.

Fai il quiz ora