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serial

s.inglese (propriamente, romanzo a puntate) usato in italiano come sm.

1) Pubblicazione a puntate. Per estensione, il romanzo, lo scritto pubblicato in tal modo.

2) Sceneggiato televisivo a puntate. È un genere di fiction tipico della produzione statunitense, che si è poi diffuso nei palinsesti delle principali reti televisive italiane ed europee.

3) Genere cinematografico del film d'appendice a puntate, avventuroso e poliziesco, ch'ebbe gran voga all'epoca del muto, specie negli USA e in Francia, dove esplose quasi contemporaneamente alla prima guerra mondiale, e che i surrealisti avrebbero esaltato come l'epopea popolare del nostro secolo. La moda della serie nacque nel 1908: si cominciò a produrre film legati dallo stesso argomento e con gli stessi personaggi che ritornavano da un episodio all'altro. Era il grande successo del romanzo popolare a episodi che si traduceva sul grande schermo. L'idea venne a un produttore francese, C. Pathé che, guardando con preoccupazione al brusco calo economico che la guarra impose all'industria cinematografica, andò negli Stati Uniti e rilanciò la ricetta magica del serial: il feuilleton del momento veniva diffuso in contemporanea sul giornale e sullo schermo. La regina dei film Pathé americani fu l'attrice P. White, protagonista di The Perils of Pauline (1914), The Exploits of Elaine (1915) e di The romance of Elaine ovvero il romanzo a puntate I misteri di New York, presto importato anche in patria. Proprio in Francia la risposta fu immediata: le maggiori case produttrici dell'epoca si diedero subito da fare sull'ondata del successo della Pathé. La Eclair commissionò al regista V. Jasset una serie di film legati all'investigatore privato Nick Carter, seguita immediatamente dai film su Zigomar e su Protéa. Ma fu la Gaumont, con il regista L. Feuillade, a imporsi sul mercato, con i cinque episodi di Fantômas (1913-14), i dieci di Les vampires (1915-16), interpretati dalla prima vamp della storia del cinema, l'attrice Musidora, i ventiquattro di Judex (1916-17). Anche l'Italia contribuì al successo del serial con E. Ghione, autore e interprete (nel ruolo di Za la Mort) del film in otto episodi I topi grigi (1917-18). Con l'avvento del sonoro e poi della televisione, il genere decadde e si dissolse. Non va confuso col serial, anche se con esso ha qualche punto d'accordo, il cosiddetto film in serie, basato su un personaggio che ricompare, come in certi western (da Broncho Billy a Tom Mix), o disegni animati (Topolino, Popeye ecc.), o polizieschi (Dr. Mabuse, l'Uomo ombra, Charlie Chan), o avventurosi (Maciste, Tarzan, Ercole), o perfino “politici” (Don Camillo e Peppone). Dagli inizi degli anni Ottanta il serial è ritornato protagonista, nell'immaginario collettivo, non più al cinema ma alla televisione: ampio consenso di pubblico hanno ottenuto i serial Dallas, Dinasty, Capital, Falcon Crest, Beautiful e Beverly Hills. Nei successivi anni Novanta e nel primo decennio del nuovo secolo occorre ricordare Friends e Twin Peaks, ideato dal regista cinematografico D. Lynch.