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sfóndo

sm. [sec. XVII; da sfondare].

1) Incassatura negli archi e nelle volte per dipingervi ornati o figure. Per estensione, la pittura eseguita in tali incassature.

2) In un dipinto, un disegno, una fotografia e simili, la parte della scena raffigurata che sembra più lontana dal piano principale della visione; anche fondo in tinta unita su cui campeggia il soggetto: lo sfondo della Gioconda di Leonardo; le figure dello sfondo; i mosaici bizantini hanno uno sfondo d'oro. In una fotografia, per staccare il soggetto dallo sfondo, questo viene spesso ripreso sfocato o mosso. Lo sfondo può essere naturale o artificiale: in questo caso è costituito da un fondale o da un'immagine proiettata dietro al soggetto su uno schermo trasparente mediante un fondografoIn particolare, nel teatro, la scena di fondo. Per estensione, la parte più lontana del paesaggio, del campo visivo di chi guarda; orizzonte: sullo sfondo si staglia una catena di monti.

3) Fig., ambiente storico e sociale in cui si svolgono le vicende di un racconto, di un romanzo e simili In particolare, l'idea di fondo, la tendenza fondamentale di un discorso, di un'opera del pensiero: romanzo a sfondo sociale.

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