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sfenòide

sm. [sec. XVIII; dal greco sphen, cuneo+-oide].

1) In anatomia, osso impari e mediano situato nella porzione media della base del cranio tra l'etmoide e l'osso frontale, anteriormente, l'osso occipitale, posteriormente, e le ossa temporale, parietale e zigomatico, lateralmente. Lo sfenoide è costituito da un corpo centrale di forma cuboide da cui si staccano tre coppie di appendici, che dall'alto in basso sono: le piccole ali, di forma triangolare, che concorrono alla formazione della porzione superiore delle orbite dell'occhio; le grandi ali, che si aprono a ventaglio e concorrono a formare la parte laterale delle orbite; le apofisi pterigoidee, simili a piccole colonne. Lo sfenoide risulta crivellato di fori, incisioni e fosse: nella faccia superiore del corpo si trova la sella turcica che contiene l'ipofisi e un solco (doccia ottica) dove si appoggia il chiasma ottico. Il corpo è poi scavato per la presenza di una cavità, divisa in due seni (detti sfenoidali) da un setto mediano. Lo sfenoide si articola in avanti con il frontale e l'etmoide; indietro con l'occipitale; lateralmente con il temporale, il parietale e lo zigomatico; in basso con il vomere e le ossa palatine.

2) In cristallografia, forma semplice costituita da due facce a tetto simmetriche rispetto a un asse di simmetria binaria. Gli sfenoidi entrano solitamente in combinazione con pinacoidi e pedion.