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shock

s. inglese (propr., urto, scossa) usato in italiano come sm. Condizione patologica determinata da insufficienza circolatoria acuta con ridotta ossigenazione e conseguente sofferenza dei tessuti dell'organismo. Per estensione, emozione violenta e improvvisa: ha subito un terribile § Lo shock cardiocircolatorio si manifesta con obnubilamento del sensorio, rapida diminuzione della pressione arteriosa (inferiore a 100 mm di Hg), aumento della frequenza del ritmo cardiaco (al di sopra di 100 pulsazioni al minuto), polso periferico piccolo e a volte appena percettibile, abbassamento della temperatura corporea delle estremità degli arti, profonda astenia fisica, sudorazione, pallore accentuato, talora cianosi. Le cause sono molteplici, per cui si possono distinguere: shock cardiaco, dovuto a insufficiente riempimento o svuotamento del cuore per deficit miocardico; shock neurogeno, che insorge a seguito di gravi traumi cranici con interessamento dei centri vasomotori (shock cerebrale) o di stimoli agenti nel sistema nervoso periferico, caratterizzato da brusca vasodilatazione arteriolare con caduta della pressione sanguigna; shock ipovolemico, caratterizzato da grave compromissione dello stato generale dell'organismo conseguente a perdite di sangue o plasma, dovuto a emorragie, ustioni di notevole entità, diarrea grave e persistente; shock settico, caratterizzato da una condizione di diffusa carenza di ossigeno a livello dei tessuti, nel corso di una grave infezione (colpisce particolarmente i pazienti ricoverati, gli anziani, i malati di diabete, cancro e cirrosi epatica, gli immunodepressi, i neonati e i soggetti affetti da setticemia); shock traumatico, che si manifesta in seguito a ferite traumatiche ed è provocato da stimoli nervosi (dolore) e da sostanze tipo l'istamina, rilasciate dai focolai di distruzione tessutale; la medesima patogenesi viene riconosciuta allo shock da ustioni, conseguente a ustioni più o meno vaste. Lo shock anafilattico è invece relativo all'anafilassi, malattia acuta a insorgenza rapidissima, di natura immunitaria, conseguente al contatto dell'organismo con un allergene (antibiotico, veleno di insetto ecc.).Anche forti emozioni e profondi perturbamenti della psiche possono essere causa di shock (shock psichico o mentale). Un abbassamento sensibile della glicemia rispetto ai valori normali determinato da eccessivo dosaggio di insulina o da adenomi insulari condizionanti eccessiva secrezione di insulina da parte del pancreas (shock ipoglicemico), può provocare uno stato di shock, talora assai grave, con perdita della coscienza, profuse sudorazioni e convulsioni. La terapia dello shock richiede immediate misure specifiche volte a correggere gli squilibri in atto; prioritari appaiono gli sforzi per mantenere una valida perfusione degli organi vitali: il paziente deve essere posto in posizione supina, con gli arti inferiori sollevati rispetto al capo, allo scopo di redistribuire la massa circolante e favorire la perfusione degli organi. A tale scopo può essere impiegata anche la somministrazione di soluzioni saline (eventualmente sangue, plasma, succedanei del plasma ecc.) e di farmaci in grado di innalzare la pressione sanguigna e potenziare l'attività cardiocircolatoria (aminesimpaticomimetiche, come l'adrenalina e la dopamina, e cardiocinetici). A queste misure si devono poi associare interventi specifici nelle singole condizioni, come l'antibioticoterapia nello shock settico, o i cortisonici nello shock anafilattico, nonché misure di sostegno (farmaci alcalinizzanti il plasma, diuretici, ossigeno, antipiretici ecc.).

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