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siderìte

sf. [sec. XVI; da sidero-+-ite].

1) Meteorite che contiene dal 90 al 95% di ferro, con nichelio e tracce di altri metalli.

2) Minerale, carbonato di ferro, isomorfo con la calcite, di formula FeCO₃, cristallizzato nella classe scalenoedrica ditrigonale del sistema romboedrico; contiene spesso piccole quantità di manganese bivalente e di magnesio. Era un tempo nota anche come ferro spatico o siderose. La siderite si presenta in cristalli di abito romboedrico, gialli e limpidi se puri, ma in genere di colore giallo bruno per alterazione limonitica o bruno scuro nelle forme manganesifere; più di frequente si trova in masse spatiche, granulari o compatte. In cristalli e come ganga è presente in molti filoni metalliferi associata a pirite e a calcopirite, per esempio nello Harz e in Cornovaglia. Di origine metasomatica sedimentaria è la siderite manganesifera dei giacimenti italiani delle Prealpi Lombarde (Val Seriana, Val di Scalve, Val Trompia, Val Camonica) nei quali il minerale è presente in banchi e lenti stratificati e concordanti con gli strati della formazione arenaceo-scistosa, nota come “servino”; nelle stesse località, la siderite si trova in numerosi filoni. La siderite è uno dei principali minerali del ferro, contenendone circa il 48,3%. I più importanti giacimenti sono quelli della Renania (Sieger), della Vestfalia, della Turingia e dello Harz; masse sideritiche si trovano nei pressi d'Innsbruck in Austria, a Krivoj Rog in Ucraina e nei Grigioni in Svizzera. Famosi sono anche i giacimenti sideritici statunitensi (Maine, New York, Alabama, Illinois, Virginia, Kentucky e Indiana).