sifóne

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Lessico

sm. [sec. XVII; dal latino siphonis, dal greco síphōnnos, tubo].

1) Condotto idraulico che raggiunge una quota superiore a quella del pelo libero di liquido nel bacino che lo alimenta. Il sifone, che è sostanzialmente un tratto di tubo a U rovesciato, richiede l'adescamento: infatti il moto del liquido non può stabilirsi spontaneamente e, una volta iniziato, può mantenersi finché il livello del liquido nel serbatoio di alimentazione è superiore a quello nel serbatoio di scarico. Il funzionamento del sifone si basa sul principio dei vasi comunicanti; il liquido nel tratto superiore del sifoneè a pressione inferiore a quella dei due serbatoi. Particolari sifoni autoadescanti sono alcuni scaricatori usati in campo idraulico. Vengono detti impropriamente sifoni dei brevi tratti di tubazione a U collegati alle tubazioni di scarico di apparecchi sanitari e utilizzati come chiusura idraulica che impedisca il ritorno di odori sgradevoli dal basso.

2) Recipiente a forma di boccia o di bottiglia fornito di chiusura ermetica per la conservazione di acqua o altri liquidi gassosi che fuoriescono azionando un'apposita valvola: il sifone del seltz.

3) Passaggio a forma di U rovesciata che si incontra nei sistemi di cunicoli e di gallerie sotterranee. Il passaggio dell'acqua attraverso un sifone è possibile solo quando l'altezza dell'acqua nel tratto a monte è superiore al livello della parte più alta del sifone. I sifoni sono la causa dell'intermittenza di alcune sorgenti.

4) In medicina, tubo ripiegato, avente due braccia di lunghezza disuguale, usato nel drenaggio delle ferite e nel lavaggio dello stomaco.

5) Struttura tubolare di varia natura e funzione propria di molti animali (vedi zoologia).

6) In botanica, sifone pollinico, lo stesso che tubetto pollinico.

7) Prodotto ottenuto dal mosto alcolizzato, che si usa nella concia del marsala.

8) Nei Sifonofori, lo stesso che gastrozooide.

Zoologia

Nei Molluschi Bivalvi, che presentano i lembi del mantello saldati ventralmente, i sifoni sono prolungamenti del margine posteriore del mantello attraverso i quali l'acqua entra (per il sifone ventrale) nella cavità palleale e ne fuoriesce (per il sifone dorsale); sono particolarmente allungati nelle specie che conducono vita fossoria, nelle quali restano normalmente con le aperture al livello del fondo. Nei Gasteropodi Prosobranchi, un singolo sifone, pure di origine palleale, riveste all'interno il corrispondente canale della bocca della conchiglia. Nei Cefalopodi Tetrabranchiati è il tubo calcareo, detto anche sifuncolo, rivestito internamente da un prolungamento del mantello, che mette in comunicazione le varie concamerazioni della conchiglia. Nei Cefalopodi è talvolta detto sifone anche l'imbuto. In alcuni Crostacei Copepodi parassiti è detto sifone l'apparato boccale succhiatore, tubolare, costituito dai labbri superiore e inferiore allungati, conformati a doccia e giustapposti. Negli Insetti della famiglia dei Nepidi, e in altri pure acquatici, è il tubo respiratorio costituito da due processi dell'estremità dell'addome fra loro accollati. Nei Tunicati sono presenti un sifone boccale e uno cloacale. Il primo è praticamente un prolungamento dell'intestino branchiale o respiratorio che si apre all'esterno e che permette, oltre al passaggio del cibo, donde il nome, anche il passaggio dell'acqua necessaria alla respirazione. Il secondo è un prolungamento della camera cloacale; si apre anch'esso all'esterno e permette l'uscita dell'acqua e dei rifiuti del metabolismo. Sui margini di questi due sifoni sono disposte delle cilia che aiutano con il loro movimento l'entrata e l'uscita dell'acqua nell'animale.

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