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silvicoltùra

sf. [dal latino silva, selva+coltura]. Scienza che si occupa dell'impianto, della conservazione e dello sfruttamento razionale dei boschi. Poiché per ottenere i migliori risultati dalla coltivazione dei boschi è necessario conoscere la natura geologica e le caratteristiche fisico-chimiche del terreno, le esigenze specifiche delle singole specie forestali, le varietà colturali che meglio si adattano ai diversi ambienti ecc., la silvicoltura è strettamente legata ad altre scienze quali la pedologia, la botanica, la patologia vegetale, l'entomologia e l'ecologia. L'orientamento è da tempo volto verso la salvaguardia dei boschi naturali, cioè formati da essenze varie e con piante di età diversa, in quanto esperienze precedenti di piantagioni artificiali, con individui coetanei e puri, hanno portato a gravi insuccessi a causa della distruzione di un gran numero di alberi da parte degli agenti meteorici e di attacchi parassitari. La continuità produttiva dei boschi viene assicurata essenzialmente con due forme di governo: a ceduo oppure a fustaia secondo la natura delle piante e il tipo di prodotti che se ne vogliono ricavare. La conduzione deve essere in stretto rapporto alla razionalità dei tagli, che devono essere eseguiti secondo le esigenze di ogni singola coltivazione e a prescindere da qualsiasi calcolo speculativo. La messa a dimora di nuove piante deve tener conto della massima rispondenza con le associazioni vegetali naturali tipiche del terreno colturale, rispettando la coesistenza di piante con età diverse.

Bibliografia

G. B. Gangemi, Selvicoltura generale e speciale, Roma, 1960; G. Giordano, M. Passet-Gros, Dizionario enciclopedico agricolo-forestale e delle industrie del legno, Milano, 1962; B. Taris, Peupliers et populicolture, Parigi, 1966; M. Cappelli, Selvicultura generale, Bologna, 1991.

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