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simpaticectomìa

sf. [da simpatico (anatomia)+greco ektome, resezione]. Intervento chirurgico di asportazione di gangli e plessi del sistema nervoso simpatico. Si attua in diversi stati patologici per ridurre o abolire l'azione del simpatico in un distretto organico e prende il nome dalla sezione sulla quale si interviene. Per combattere l'ipertensione arteriosa vengono praticati diversi tipi di intervento: la simpaticectomìa sottodiaframmatica, con la quale si asportano i primi gangli simpatici lombari con resezione dei nervi splancnici e di metà del ganglio celiaco; la simpaticectomìa subtotale, che consiste nell'asportare la catena simpatica dal primo ganglio toracico al secondo lombare e di tutto il sistema splancnico; la simpaticectomìa toracica subtotale, attuata asportando la catena simpatica dal secondo ganglio toracico al dodicesimo, oppure dal ganglio stellato al dodicesimo (simpaticectomìa toracica totale). Per la cura delle arteriopatie obliteranti (morbo di Leo Bürger e morbo di Raynaud) gli interventi più comuni sono: la simpaticectomìa periarteriosa che si pratica asportando l'avventizia arteriosa con il plesso simpatico periarterioso che vi decorre, per ottenere così una vasodilatazione; la simpaticectomìa toracica superiore pregangliare, consistente nella resezione del simpatico toracico dopo aver asportato un tratto del 2º e 3º nervo intercostale. La pratica chirurgica della simpaticectomìa può a volte essere sostituita con quella chimica, interrompendo la conduzione dei tronchi simpatici per mezzo di sostanze chimiche.

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