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simpaticomimètico

agg. e sm. (pl. m. -ci) [simpatico2+mimetico]. Di farmaco la cui somministrazione ripete in maniera parziale o completa gli effetti della stimolazione delle fibre simpatiche. Il considerevole numero dei farmaci simpaticomimetici, naturali o sintetici, oggi conosciuti, rende difficile la loro classificazione, anche per via delle notevoli differenze che esistono tra i diversi composti relativamente alla struttura chimica, al meccanismo dell'azione farmacologica o alle applicazioni terapeutiche. Per esemplificazione si possono distinguere tre classi di sostanze simpaticomimetiche: a) le sostanze ad azione diretta, quali la noradrenalina, l'adrenalina, la dopamina, l'isoprenalina, la fenilefrina, la sinefrina, le quali esplicano la loro attività direttamente sui recettori adrenergici; b) le sostanze ad azione indiretta, comprendenti l'amfetamina, la p-tirammina, la feniletilammina, la metamfetamina, la mefentermina, la cui attività si esplica attraverso la liberazione del mediatore chimico noradrenalina dalle terminazioni delle fibre post-gangliari del simpatico; c) le sostanze ad azione mista, come l'efedrina, il metaraminolo, la fenilpropanolammina, le quali agiscono con ambedue i meccanismi, diretto e indiretto. Questa distinzione deve essere intesa con una certa elasticità, servendo più che altro a caratterizzare una differenza tra i vari composti. In realtà è probabile che ogni sostanza simpaticomimetica sia dotata di azione diretta quanto indiretta; a seconda della relativa potenza dell'una o dell'altra si avrà come risultato finale la prevalenza di un tipo di meccanismo d'azione che però non comporta il totale annullamento dell'altro. D'altra parte per una stessa sostanza possono entrare in gioco separatamente i diversi meccanismi a seconda del tessuto. Le strutture su cui principalmente agiscono i farmaci simpaticomimetici sono i vasi sanguigni, il cuore, la muscolatura dei visceri, i bronchi, le ghiandole esocrine e il sistema nervoso centrale. Le conseguenze dell'azione variano a seconda del composto. Tra le più importanti indicazioni cliniche dei farmaci simpaticomimetici si possono ricordare le manifestazioni allergiche, l'asma bronchiale, l'ipotensione arteriosa, alcuni disturbi cardiaci. Sono anche usati come decongestionanti nasali.

Bibliografia

B. Koelle, Pharmacology of Cholinergic and Adrenergic Transmission, Oxford, 1965; L. L. Iversen, The Uptake and Storage of Noradrenaline in Sympathetic Nerves, Cambridge, 1967; D. M. Aviado, Sympathomimetic Drugs, Springfield, 1970; H. J. Schumann, G. Kroneberg, New Aspects of Storage and Release of Catecholamines, Berlino, 1970; H. Blaschko, E. Muscholl, Catecholamines, Berlino, 1972; J. Gaddum, Farmacologia, Padova, 1976; G. Benzi, Farmacologia, Pavia, 1992.

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