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sinecìsmo

sm. [dal latino tardo synoecismus, dal greco synoikismós, da synoikéo, coabitare]. Concentramento in un unico corpo cittadino di popolazioni prima viventi in località separate e indipendenti. § Il fenomeno del sinecismo, frequente nella storia e nel mito della Grecia antica, per essere compreso nel suo reale significato politico va considerato alla luce della caratteristica struttura politica della Grecia classica: la città-Stato (polis). Il conglomeramento in un'unica città di più città preesistenti (volta a volta determinato da ragioni di difesa o di accentramento politico), significava la soppressione di Stati preesistenti e la formazione di un nuovo Stato. A ciò si poteva giungere in due modi: o mediante la creazione ex novo di una nuova città (come nel caso di Rodi sorta dalle tre città di Lindo, Camiro e Ialiso); o con il trasferimento nel centro abitato più importante o meglio difendibile delle popolazioni di altri demi più piccoli (come nel caso di Atene secondo il mito di Teseo e di Mantinea, ma in realtà avvenuto probabilmente nel sec. VII a. C.). Nell'un caso come nell'altro, tutti gli abitanti della nuova polis sorta per sinecismo godevano di eguali diritti politici. Il processo contrario del sinecismo, chiamato diecismo, consisteva invece nello smembrare una data polis per creare una pluralità di diverse città-Stato; tale processo fu storicamente realizzato a Mantinea nel 395 a. C. dagli Spartani i quali, dopo averla vinta in guerra, divisero la città in cinque borgate.

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