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sintàssi

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Lessico

sf. [sec. XVI; dal latino tardo syntaxix, dal greco sýntaxis, ordinamento, da sýn, insieme, e táxis, sistemazione].

1) Disciplina linguistica che studia la funzione delle singole parole e i procedimenti secondo i quali esse si uniscono sistematicamente strutturandosi in proposizioni e in periodi.

2) Per estensione, trattato, volume in cui sono esposte le norme di tale disciplina: una sintassi della lingua greca. Anche struttura sintattica di uno scritto: un brano dalla sintassi un po' traballante. Per analogia, anche rif. ai rapporti fra elementi non linguistici: la complicata sintassi della musica moderna.

3) In logica matematica, studio delle proprietà e delle relazioni formali esistenti tra gli elementi di un sistema logico.

4) In informatica, insieme di regole che permettono di determinare l'appartenenza o meno di un programma a un linguaggio di programmazione e quindi di verificarne la correttezza formale.

Linguistica

Si distinguono comunemente una sintassi semplice che analizza i vari elementi che costituiscono una proposizione (soggetto, predicato, attributo, apposizione, complementi diretti e indiretti) e una sintassi composta che analizza gli elementi costitutivi di un periodo grammaticale (proposizioni principali, coordinate, subordinate). La sintassi non può essere nettamente disgiunta dalle altre parti della grammatica tradizionale (fonetica, morfologia), ma è con esse intimamente connessa. Infatti nella continuità della catena parlata le singole parole non sono isolate, ma si collegano tra loro a volte anche modificando foneticamente la parte finale o iniziale, dando così luogo a fenomeni di fonetica sintattica (sopra tutto che diventa soprattutto). Inoltre la sintassi è strettamente connessa con la morfologia, in quanto lo studio delle forme non può prescindere da quello delle loro funzioni e sulla base di questo presupposto teorico si legittima quindi l'esistenza di una morfosintassi. Creatore della sintassi greca può essere considerato il grammatico Apollonio Discolo (sec. II d. C.), la cui opera fu sviluppata e perfezionata dal figlio Erodiano. I grammatici latini cercarono di adattare alla propria lingua le teorie elaborate dai grammatici greci, non senza avvertire le caratteristiche specifiche che distinguono la sintassi latina da quella greca. Il Medioevo riprese e rielaborò l'insegnamento degli antichi grammatici e gli umanisti lo codificarono fissandolo soprattutto secondo gli schemi desunti dalla lingua di Cicerone. La grammatica di Port-Royal muove, anche per la sintassi, da premesse razionalistiche, e nessuna vera novità si può notare in questo campo fino al sec. XIX. Piuttosto trascurata dalla linguistica storica e comparata del primo Ottocento, la sintassi ebbe maggiore fortuna nella seconda metà del secolo scorso e in questo secolo. La scuola neogrammatica ne approfondì le motivazioni psicologiche e B. Delbrück, dopo aver iniziato con E. Windisch la pubblicazione delle Syntaktische Forschungen (1871), compose un'opera fondamentale e non ancora sostituita (1893-1900) che gli valse il riconoscimento di fondatore della sintassi comparata indeuropea. Un momento essenziale nella storia della sintassi è rappresentato dalle Vorlesungen über Syntax (1926-28) di J. Wackernagel, rimaste giustamente celebri per la sicurezza dei principi metodologici e per l'acume delle analisi. Le varie correnti dello strutturalismo moderno hanno dato rinnovato impulso agli studi sintattici, scoprendo nuove prospettive e formulando nuove teorie, fra cui le "strutture sintattiche" elaborate da N. Chomsky sono soltanto un esempio.

Logica

In particolare la sintassi studia quelle nozioni che esprimono dette proprietà e relazioni come per esempio quella di derivazione, di assioma, di teorema e così via. Data una teoria T, formata da un linguaggio L e da un universo U di oggetti a cui i termini di L fanno riferimento, diciamo che la sintassi di T è quella particolare metateoria che studia le relazioni intercorrenti tra gli elementi di L indipendentemente dai loro significati e quindi dai rapporti che possono sussistere tra L e U. Costruire la sintassi di T equivale a costruirne il calcolo logico. Lo studio della sintassi si è sviluppato a partire dall'algebra della logica del secolo scorso e quindi soprattutto a opera di G. Frege, G. Peano e B. Russell. Si può dire che lo studio sintattico delle teorie sia da considerarsi la più notevole caratteristica della logica moderna, in quanto solo in età contemporanea si riuscì ad apprestare strumenti che consentissero un'indagine basata solo sullo studio delle configurazioni formali delle espressioni, che prescindessero cioè da ogni interpretazione delle espressioni stesse. Questo approccio scaturì da quel movimento che cercava una fondazione logica alla matematica e costituì il nucleo centrale dell'approccio del logicismo e del formalismo al problema dei fondamenti. Se il programma iniziale che diede origine all'impostazione sintattica non fu coronato da successo, ciò non toglie che l'indagine sintattica pose a disposizione non solo della logica, ma anche delle matematiche, strumenti e procedure di notevole utilità e indusse a formalizzazioni sempre più precise e approfondite.

Bibliografia

N. A. Chomsky, Le strutture della sintassi, Bari, 1970; S. Stati, Teoria e metodo nella sintassi, Bologna, 1972; G. Devoto, Lezioni di sintassi prestrutturale, Firenze, 1974; E. D'Agostino, A. Elia, M. Martinelli, Lessico e strutture sintattiche, Napoli, 1981; A. Martinet, Sintassi generale, Bari, 1988; G. Graffi, La sintassi tra Ottocento e Novecento, Bologna, 1991.