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sitàr

sm. [dall'indostano sitār]. Strumento musicale indiano di antichissima origine. Simile al liuto, è munito di corde (da tre a sette, secondo i tipi) di acciaio o di ottone, di cui le prime due vengono utilizzate per la melodia, le altre per fornire un accompagnamento ritmico e di bordone; il suono è inoltre amplificato e reso più corposo da corde di risonanza tese sulla cassa armonica. Portato in Occidente da musicisti indiani, è stato adottato da complessi jazz e pop. Tra gli esecutori più virtuosi e conosciuti, sia in Europa che negli Stati Uniti, il compositore indiano Ravi Shankar (nato nel 1920).

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