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socialcomunìsta

sm. e f. e agg. (pl. m. -i) [da social(ista)+comunista]. Nel linguaggio politico, in senso polemico, gli aderenti al Partito socialista e al Partito comunista impegnati in una linea politica comune. Il termine è entrato nell'uso, ampiamente citato dalla pubblicistica antimarxista (soprattutto in Italia, durante il periodo del fronte popolare, nel secondo dopoguerra) con riferimento al Patto di “unità d'azione” dei due partiti (1936), contestato al XXV congresso del Partito socialista italiano di palazzo Barberini a Roma, in cui la destra capeggiata da G. Saragat (9 gennaio 1947) scelse la via autonoma costituendosi in Partito socialista dei lavoratori italiani (PSLI).

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