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spàlla

sf. [sec. XIII; latino spatŭla, dim. di spatha, spatola, quindi scapola, spalla].

1) Regione del corpo umano corrispondente all'articolazione dell'arto superiore con il torace; l'impalcatura scheletrica, ricoperta da masse muscolari, è formata da parte della clavicola, della scapola, dell'omero e dalle articolazioni scapolo-omerale e acromio-claveare. Nella spalla si possono distinguere tre parti: la scapolare, posteriormente; l'ascellare, inferiormente; la deltoidea, corrispondente al distretto del muscolo deltoide. L'articolazione della spalla consente pressoché tutti i movimenti del braccio (abduzione, adduzione, rotazione, circumduzione, elevazione): la spalla destra; tenere le spalle diritte, curve; mettere, battere una mano sulla spalla a qualcuno, per lo più in segno di amicizia, di appoggio morale. Nelle loc.: avere le spalle grosse, buone spalle, sopportare bene le fatiche e i dolori; lavorare di spalle, farsi largo a spintoni, fig., farsi strada con ogni mezzo; fare da spalla; dare spalla a qualcuno, spalleggiarlo, aiutarlo, sostenerlo; accarezzare le spalle a qualcuno, scherzosamente, bastonarlo; sulle spalle, fig., sopra di sé: avere molti anni sulle spalle, essere anziano; prendere qualche cosa sulle proprie spalle, assumersene il peso, la responsabilità; avere sulle spalle la famiglia, doverla mantenere; vivere sulle spalle, mangiare alle spalle di qualcuno, essere a carico suo; gettare la colpa, la responsabilità sulle spalle di qualcuno, addossargliela ingiustamente; alzare le spalle, stringersi nelle spalle, per esprimere rinuncia a fare o dire qualche cosa che si ritiene inutile, per mostrare disinteresse, noncuranza o disprezzo; alzata di spalle, gesto con cui si dimostra disinteresse, noncuranza e simile . In medicina: lussazione della spalla, evento di origine traumatica rappresentato dallo spostamento più o meno marcato dalla testa dell'omero dalla sua naturale sede, vale a dire la superficie articolare della scapola che la contiene. Esistono diverse tipologie di lussazione: quella sottoclaveare (l'omero si posiziona in avanti), quella posteriore (l'omero scivola all'indietro), quella sottocoracoidea (l'omero si posiziona anteriormente ma in alto) e quella sottoglenoidea (l'omero si sposta posteriormente); la spalla congelata è una condizione morbosa che interessa l'articolazione della spalla e colpisce particolarmente le persone anziane; la sindrome spalla-mano è un'alterazione di tipo infiammatorio o degenerativo che interessa l'area innervata dai nervi spinali localizzati nel segmento cervicale del midollo spinale.

2) In particolare, violino di spalla, nell'orchestra, il violino che, per importanza, viene subito dopo il primo violino; articolo di spalla, quello che si trova nella parte superiore destra della prima pagina del giornale.

3) Per estensione, la parte di un abito che si trova in corrispondenza della spalla: questa giacca è stretta di spalle.

4) Al pl., con senso più generico, schiena, dorso, tergo: si mise un mantello sulle spalle. Frequente in loc. fig.: volgere le spalle a qualcuno o a qualche cosa, girarsi dall'altra parte, fig., allontanarsi, andar via; volgere le spalle al nemico, fuggire; voltare le spalle a uno, girarsi per andarsene; fig., non volerne più sapere, tradirlo; colpire, assalire alle spalle, alla sprovvista, a tradimento; guardarsi alle spalle, le spalle, difendersi dalle insidie, premunirsi contro eventuali pericoli; trovarsi, essere alle spalle di qualche cosa, dietro di essa, vicino: alle nostre spalle, dietro di noi; ridere alle spalledi qualcuno, burlarsene; dire una cosa dietro le spalle di uno, sparlare di lui quando non è presente; mettersi una cosa dietro le spalle, non curarsene o non pensarci più; mettere uno con le spalle al muro, costringerlo a fare ciò che deve, ad affrontare le sue responsabilità. Per estensione, di un esercito, di un gruppo di persone e simile, la parte opposta alla fronte: proteggere le spalle dello schieramento.

5) Nei quadrupedi, la parte superiore degli arti anteriori e la vicina parte del dorso, specialmente riferito all'animale macellato: una spalla di capretto, di bue. In particolare, saporito prosciutto preparato usando tale parte del maiale.

6) Parte più alta, fianco superiore di qualche cosa, specialmente di una montagna: le spalle della collina. In particolare, in una bottiglia, la parte dove si assottiglia per formare il collo. Per estensione, argine, scarpata, spalletta.

7) Ciò che serve da sostegno ad altra cosa; in particolare, piedritto o struttura analoga su cui si imposta un arco o una volta. Nei ponti definisce una struttura posta tra le strutture terminali di questi e le scarpate collegate dall'impalcato con lo scopo di resistere alle spinte del terreno e delle strutture del ponte.

8) In geomorfologia, relitto di terrazzo fluviale localizzato sulla parte alta dei versanti di una valle glaciale, a una quota tale da non essere stato eroso dalla massa ghiacciata in avanzamento.

9) La superficie del carattere tipografico su cui poggia l'occhio, cioè la parte stampante.

10) Nel teatro di varietà e rivista, nei numeri buffi del circo, spesso nel teatro brillante, nome dato all'attore che ha il compito di dare la battuta al comico.

11) Nel pallone elastico, il giocatore che, nella squadra che si trova alla battuta, sta tra il battitore e i terzini; nella squadra opposta invece è quello che si trova più vicino alla linea di fondo quale estremo baluardo di difesa. Nella pelota basca è uno dei due giocatori che formano la coppia. Nel tamburello, l'atleta che sta a fianco e alle spalle del battitore.

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