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spilitizzazióne

sf. [da spilite]. Trasformazione di rocce basaltiche in spiliti in seguito a processi di arricchimento in minerali sodici. A riguardo della genesi delle spiliti sono state prospettate varie ipotesi, dall'esistenza di un magma iniziale già spilitico, in cui il rapporto tra ossido di calcio e ossido di sodio sia pari a 1,5 rispetto a quello variabile da 3 a 5 proprio dei basalti, a quella di un magma basaltico normale e successivamente interessato da contaminazioni prima o durante la cristallizzazione, o anche poco dopo la sua solidificazione sul fondo marino in seguito a metasomatosi. Molti studiosi ritengono che le spiliti derivino dal consolidamento di un magma basaltico arricchitosi in acqua, sodio e anidride carbonica nell'attraversare le potenti serie di sedimenti incoerenti ancora impregnati di acqua marina presenti sul fondo delle geosinclinali. Anche la fusione differenziale e l'assimilazione di sedimenti quarzoso-feldspatici caratteristici dei fondi geosinclinalici, con un contenuto in ossido di sodio in prevalenza superiore a quello in ossido di potassio, potrebbero aver favorito l'arricchimento in sodio. I sostenitori della spilitizzazione per metasomatosi la ritengono dovuta a soluzioni acquose ricche di sodio e di anidride carbonica e provenienti dallo stesso serbatoio magmatico oppure originatesi in seguito all'attraversamento da parte del magma basaltico dei sedimenti incoerenti del fondo, ancora impregnati d'acqua marina.

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