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spolétta

sf. [sec. XVII; dim. di spola].

1) Piccola spola, specialmente quella delle macchine per cucire.

2) Dispositivo collocato nei proiettili di artiglieria, nelle bombe, nei siluri e nei missili, avente lo scopo di provocarne l'esplosione al momento dell'impatto o in un punto prestabilito della traiettoria. § Le spolette si suddividono in tre categorie: a percussione, a tempo e di prossimità. Le spolette a percussione agiscono in seguito all'urto contro il bersaglio e sono costituite da un percussore munito di una molla di contrasto, che va a colpire una capsula collegata al detonatore. I tipi più moderni sono a doppia concussione, con una massa mobile che, spinta dall'energia inerziale, colpisce il percussore. Lo scopo è di determinare l'esplosione all'impatto anche se accidentalmente il proiettile non urta con la parte anteriore. Le spolette a tempo determinano l'esplosione del proiettile dopo un certo tempo dall'uscita dalla canna e sono basate su una miccia disposta a spirale che viene accesa dalla carica di lancio. Il detonatore primario può essere spostato lungo la miccia mediante un anello girevole graduato. Conoscendo la velocità di combustione della miccia, la velocità del proietto e gli altri dati balistici, si può calcolare con buona approssimazione il punto di esplosione. La spoletta a tempo è stata inventata da R. Bazzichelli (1839-1898). La spoletta di prossimità o radiospoletta è stata inventata dagli americani durante la seconda guerra mondiale in modo che il tiro contraereo risultasse più efficace. Tutte le spolette dispongono di un sistema di sicurezza, in genere centrifugo, che le attiva solo in seguito all'uscita del proiettile dalla canna.

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