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stàdia

sf. [da stadio]. Strumento topografico impiegato sia per la misura indiretta delle distanze che per la determinazione dei dislivelli. "Per la lettura della stadia attraverso il cannocchiale vedi figura al lemma del 18° volume." La stadia può essere verticale od orizzontale. La stadia verticale è utilizzata in entrambi i casi. Per la misura indiretta delle distanze è abbinata a un cannocchiale distanziometrico (procedimento ad angolo parallattico costante) oppure ad uno strumento munito di cerchio zenitale (procedimento ad angolo parallattico variabile). Per la determinazione dei dislivelli è abbinata a un livello per eseguire misure di livellazione geometrica. La stadia è generalmente costituita da un'asta rettangolare di legno o di metallo, lunga tre o quattro metri, realizzata in due o tre sezioni, collegate fra loro per mezzo di cerniere. La faccia interna della stadia riporta una serie di scacchi dell'ampiezza di dieci centimetri colorati alternativamente o bianchi e neri o rossi e neri oppure una graduazione dell'ampiezza di un centimetro, alternativamente bianca e nera con il valore del decimetro scritto generalmente in rosso e capovolto per consentire la lettura diritta attraverso il cannocchiale del teodolite o del tacheometro. Nel caso che la stadia verticale venga usata nelle misure di livellazione geometrica di alta precisione e di precisione, è costituita da un nastro di metallo invar sul quale sono riportate due graduazioni indipendenti di uno o di mezzo centimetro. La stadia verticale viene messa in stazione con l'ausilio o del filo a piombo o di una livella sferica montata sul retro dell'asta e mantenuta da un operatore il più possibile ferma e verticale anche con l'ausilio di due bastoni puntellati al terreno. La lettura della graduazione viene fatta in corrispondenza del filo orizzontale medio del reticolo del cannocchiale, leggendo prima il numero dei decimetri scritto sulla stadia, poi il numero dei centimetri interi compresi tra l'inizio del decimetro e il filo orizzontale del reticolo e infine apprezzando la frazione di centimetro. Per controllo si fanno le letture al filo superiore e a quello inferiore del reticolo. Nel caso delle misure di livellazione di alta precisione si impiega un livello dotato di lamina pianparallela; la misura si realizza facendo coincidere il filo medio con un tratto della graduazione della stadia e leggendo i decimi di millimetro sul tamburo del livello ottenendo così precisioni maggiori. La stessa operazione si ripete sul filo superiore e su quello inferiore del reticolo. La stadia orizzontale è utilizzata solo per la misura indiretta delle distanze con uno strumento munito di cerchio azimutale (procedimento ad angolo parallattico variabile). È costituita da una barra di metallo invar, generalmente lunga 2 metri, con agli estremi due mire. La barra è solidale a un basamento munito di tre viti calanti e di livella, che consente di disporla orizzontalmente su un treppiede.