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stàffa

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Lessico

sf. [sec. XIII; dal longobardo staffa, predellino].

1) Ciascuno dei due arnesi metallici, per lo più in forma di arco con i rebbi uniti da una traversa detta panca, che pendono mediante cinghie di cuoio regolabili, inserite nel foro orizzontale (occhio) posto nel tratto superiore, appiattito, dell'arco dai lati della sella e che servono al cavaliere come appoggio di un piede nel montare e scendere da cavallo e per infilarvi ambedue i piedi quando cavalca: mettere, infilare il piede nelle staffe; essere col piede nella staffa, essere sul punto di partire; fig., essere in procinto di affrontare un'impresa, un lavoro e simili; il bicchiere della staffa, l'ultimo, quello che si beve prima del commiato; perdere le staffe, scivolare fuori con i piedi; fig., perdere la pazienza, l'autocontrollo; tenere il piede in due staffe, v. piede.

2) Per estensione, nome di vari arnesi che servono d'appoggio al piede o in cui s'infila il piede o su cui si agisce col piede: staffa della vanga, staffale; staffa della carrozza, predellino. Più in particolare: A) striscia di panno, di cuoio o di tessuto elastico che, passando sotto il piede o sotto la scarpa, tiene tesi certi tipi di calzoni o le ghette; sottopiede; staffa della calza, la parte della calza tra il tallone e il collo del piede. B) Anello o scaletta di corda che gli alpinisti fissano a un appiglio per appoggiarvi il piede. C) Arnese fissato a un'estremità della balestra, nel quale il balestriere infilava il piede per tenere l'arma fissa al suolo, in modo da poter tendere la corda. D) In marina, staffa del marciapiede, spezzone di cavo che serve a sostenere il marciapiede e a tenerlo alla distanza necessaria perché i gabbieri possano muoversi liberamente lungo i pennoni. È detto anche reggitoio.

3) Per ulteriore analogia, può indicare oggetti o elementi caratterizzati da più o meno indiretta affinità di forma o funzione, specialmente in accezioni d'uso tecnico: A) in edilizia, profilato di forma varia messo in opera per tenere uniti gli elementi di una capriata. Nelle strutture in cemento armato la staffa consiste in un segmento di tondino di ferro, che, sistemato con altri a distanza opportuna, collega i ferri principali di armatura con lo scopo di aumentare la resistenza globale della struttura e di reagire soprattutto agli sforzi di taglio. B) Nella tecnica, elemento meccanico atto a sostenere un organo rotante, il cui asse di rotazione si impegna in appositi fori della staffa; anche organo facilmente smontabile per il collegamento di due o più elementi che devono essere solidali. C) In fonderia, attrezzo impiegato per la formatura. Costituito da un telaio metallico, spesso munito di traverse a cui vengono sospesi i sostegni per la terra e le anime, ha la funzione di contenere la terra di formatura e di resistere alle sollecitazioni durante la colata. Sul perimetro porta gli attacchi che ne permettono il sollevamento e gli orecchi in cui vengono inseriti perni di riferimento per la corretta ricomposizione della forma. D) In agraria, organo degli aratri a trazione animale, detto anche brida, per mezzo del quale si può regolare la profondità del solco.

4) In anatomia, il più piccolo degli ossicini che costituiscono la catena dell'orecchio interno; è situata nella cassa del timpano e risulta formata da una testa (che si articola con l'incudine) e da due branche unite da una base (che si appoggia sulla finestra ovale).

5) Documento compilato da una banca per il calcolo degli interessi relativi a un conto corrente ordinario o di corrispondenza.

Cenni storici

Le prime rappresentazioni della staffa risalgono alla scultura indiana della fine del sec. II a. C. (Sanchi, Mathura), cui si aggiungono quelle dell'arte cinese del periodo Chin (statuine tombali dei sec. III-V d. C.). Dopo essersi diffusa nell'Asia orientale (Corea, Giappone) e centrale (staffe provenienti da sepolture nell'Altaj) nel corso dei sec. V-VI, la staffa appare nell'uso degli eserciti dell'Asia occidentale durante il sec. VII, epoca in cui fu adottata nell'Iran. In Occidente, tramite il mondo bizantino, la staffa giunse nel sec. VIII, ma le più antiche testimonianze iconografiche risalgono alla metà del secolo successivo (altare di S. Ambrogio a Milano).