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stalattìte

sf. [sec. XVIII; dal greco stalaktós, propr., gocciolante, da stalázein, gocciolare].

1) Concrezione calcarea colonnare, per lo più cilindro-conica, pendente dalla volta di grotte e caverne di ambiente carsico.§ Le stalattiti si formano per lento deposito di carbonato di calcio da parte di acque ricche di bicarbonato di calcio percolanti attraverso interstizi e diaclasi: quando l'acqua raggiunge una cavità non più completamente occupata da acqua o addirittura svuotata, la brusca diminuzione di pressione provoca una diminuzione del tenore di biossido di carbonio disciolto e quindi il passaggio di una parte del bicarbonato a carbonato, che si accumula ai lati della fessura. Caratteristica nelle stalattiti è la presenza di un canalicolo interno attraverso il quale filtra l'acqua responsabile del loro accrescimento; la stessa acqua poi, cadendo goccia dopo goccia dalla stalattite sul pavimento della cavità provoca la formazione di una stalagmite. Talora stalattite e stalagmite possono accrescersi al punto di fondersi, originando vere e proprie colonne. Circa la velocità di accrescimento non è possibile fissare un valore medio sicuro in quanto i dati disponibili, forniti da vari autori, sono alquanto contrastanti, comunque varia da meno di 2 mm fino a 760 mm per secolo; in caverne e gallerie artificiali sono stati riscontrati valori ancor più elevati, fino a 75 mm all'anno.

2) In architettura, motivo decorativo tipico dell'arte islamica (v. muqarnas).