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stasi

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Lessico

sf. [sec. XIX; dal greco stásis, da histánai, stare].

1) In medicina, disturbo di circolo locale, più spesso relativo al sistema venoso, dovuto ad arresto o rallentamento della circolazione sanguigna o linfatica in un tessuto, organo o distretto con ristagno di sangue o di linfa per ostacolato deflusso. Si riferisce spesso anche al tubo intestinale per indicare il rallentamento o l'arresto del suo contenuto: si parla in questi casi di stasi ileale, intestinale, fecale, determinata da atonia, aderenze, ptosi viscerale, volvolo ecc.

2) Fig., pausa, ristagno per lo più temporaneo: lo sviluppo economico del Paese è in fase di stasi.

Medicina: la stasi venosa

La stasi venosa comporta un sovrariempimento dei capillari e delle vene e viene quasi sempre determinata dall'insufficienza acuta o cronica di cuore. Nell'insufficienza del ventricolo sinistro si ha ristagno di sangue nelle vene polmonari e nel piccolo circolo; nell'insufficienza del ventricolo destro un ristagno nelle vene cave e nel grande circolo, che, attraverso il fegato, può ripercuotersi eventualmente sul circolo portale. La stasi pura nel territorio della vena porta è in genere la conseguenza di un ostacolo al deflusso venoso attraverso il fegato. In queste diverse condizioni si ha un semplice rallentamento del deflusso venoso e non un vero arresto quale si verifica nelle occlusioni acute e complete delle vene. Gli organi in preda a stasi sanguigna presentano un colorito rosso-bluastro scuro (cianosi), sono aumentati di volume ed edematosi per trasudamento di plasma sanguigno dalle sottili pareti capillari. Per rottura di vasi capillari si producono con relativa frequenza piccole emorragie; l'alterato apporto nutritizio agli elementi parenchimali porta a un'ipotrofia da iponutrizione; il perdurare della stasi determina un aumento di connettivo nell'organo e quindi aumento di consistenza e graduale diminuzione di volume. La stasi venosa è di solito ben evidente a livello del polmone, della milza, del fegato e dei reni, dove si determinano alterazioni caratteristiche in funzione della durata della stasi stessa, che può essere acuta, subacuta o cronica. La stasi venosa periferica, in genere agli arti inferiori, è determinata da insufficienza delle valvole venose che si trovano lungo il decorso di tali vasi (in genere piccola e grande safena), e hanno la funzione di favorire il deflusso del sangue verso il cuore e impedire che refluisca nelle vene in direzione periferica.

Teoria della stasi

Teoria antistorica, sostenuta anche da etnologi rappresentanti dell'indirizzo storico, secondo cui tutti i popoli di interesse etnologico sarebbero stati sospinti da una forza creatrice e avrebbero dato origine a delle culture, ma si sarebbero poi fermati irrevocabilmente nel loro cammino verso la civiltà