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stereofonìa

sf. [sec. XX; stereo-+-fonia]. Tecnica di registrazione e di riproduzione sonora che permette la localizzazione spaziale delle sorgenti sonore dando all'ascoltatore la sensazione di rilievo acustico, cioè producendo l'effetto direzionale, o effetto stereofonico. Pur avendosi effetto stereofonico, sia pure piuttosto impreciso, anche per ascolto monoaurale, la possibilità di individuare la direzione di provenienza di un suono dipende dal fatto che è differente la distanza percorsa dai suoni e dalle loro riflessioni nell'ambiente, prima di giungere a ciascun orecchio: questo fa sì che i suoni percepiti dalle orecchie abbiano fase, istante di arrivo, livello acustico e componenti armoniche differenti. L'effetto della fase (la localizzazione è dalla parte dove il suono è in anticipo di fase) è decrescente con la frequenza, mentre l'effetto dell'intensità (la localizzazione è dalla parte dove il suono è più intenso) è crescente con la frequenza. L'effetto dell'istante di arrivo, per suoni impulsivi (la localizzazione è dalla parte dove il suono arriva per primo), è, entro certi limiti, paragonabile all'effetto dell'intensità, ossia per ogni ritardo Δt c'è una differenza di intensità ΔI che ha lo stesso effetto direzionale. Considerando, per esempio, il caso della musica orchestrale, il problema teorico della stereofonia, che consiste nel dare all'ascoltatore la stessa impressione di provenienza dai vari gruppi di strumenti che egli avrebbe per ascolto diretto, potrebbe essere risolto con due microfoni A, B (“orecchi” di un ascoltatore in orchestra) posti in posizione opportuna, equidistanti dal baricentro della massa orchestrale, in direzione trasversale rispetto alla sala e con due ricevitori telefonici, atti all'ascolto in cuffia da parte di ciascun soggetto, collegati con canali interamente separati ai due corrispondenti microfoni. In pratica tale soluzione non è accettabile né in riproduzione, né in registrazione, dove è risultato necessario ricorrere a un numero assai più alto "Per la figura 1 vedi il lemma del 18° volume." "Vedi figura 1 vol. 21, pag. 19" di microfoni; le uscite di tutti gli amplificatori microfonici dei microfoni sono collegate a due canali di trasmissione A, B, ma fra le uscite degli amplificatori e le entrate nei due canali sono disposti dei direzionatori, sostanzialmente dei regolatori di tensione, che consentono di suddividere il segnale globale nel modo più opportuno fra i due canali A, B. I due canali sono collegati ai due altoparlanti A, B della sala d'ascolto, in modo da ricostituire un fronte d'onda sonoro fra i due altoparlanti che sia il più vicino possibile al fronte d'onda reale. Con questa soluzione nella sala di riproduzione si ha una zona, "Per la figura 2 vedi il lemma del 18° volume." "Vedi figura 2 vol. 21, pag. 19" chiamata isotipica, nella quale l'ascolto ha buone caratteristiche stereofoniche; la differenza tollerata fra i livelli di pressione sonora dovuti ai due canali separatamente è di 1,5÷2 dB. Il problema tecnico dei due canali A, B, ossia della trasmissione e ricezione stereofonica via radio, viene risolto partendo dal principio che l'ascolto deve essere possibile sia in assenza (monofonia) sia in presenza di impianto di ricezione stereofonica. I due segnali A B dei due canali vengono portati in un apparecchio chiamato combinatore, nel quale vengono ottenuti sia il segnale somma A+B, sia il segnale differenza AB; entrambi i segnali vengono irradiati dal trasmettitore, il primo su onda normale, il secondo su onda sottoportante. In sede di ricezione il segnale A+B può essere utilizzato per gli apparecchi monofonici. Per gli apparecchi stereofonici sarà necessario un altro combinatore, il quale utilizza sia il segnale A+B sia il segnale AB per ottenere sia

sia

da inviare separatamente ai due canali. § Un'estensione del concetto di stereofonia si ha con il surround che, utilizzando quattro o più altoparlanti dislocati intorno all'ascoltatore, permette di ricostruire una scena sonora a 360° con la localizzazione dei suoni posteriori, sinistro e destro, oltre che frontali. Per poter essere compatibile con le trasmissioni radio monofonica e stereofonica il segnale surround si ricava dallo stesso segnale stereofonico come differenza di fase tra il canale sinistro e quello destro. Gli altoparlanti posteriori, tra loro in parallelo, si collegano ai morsetti rossi delle uscite sinistro e destro prelevando un filo da ciascuno dei due canali. Per ottenere un effetto surround ben equilibrato, gli altoparlanti posteriori devono avere un'impedenza del 50% superiore a quella degli altoparlanti frontali.