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strònzio

sm. [sec. XIX; dal nome delle miniere di Strontian, Scozia]. Elemento chimico della famiglia dei metalli alcalino-terrosi, di simbolo Sr, peso atomico 87,62 e numero atomico 38, punto di fusione 768 ºC, densità 2,6. Nella crosta terrestre lo stronzio è meno abbondante del calcio e del bario, cioè dei due metalli alcalino-terrosi di peso atomico immediatamente inferiore o superiore. Lo si trova soprattutto sotto forma di carbonato SrCO₃ (stronzianite) e di solfato SrSO4 (celestina); è presente anche, in tracce, in varie acque minerali. Lo stronzio naturale non è radioattivo, ma un suo isotopo, lo stronzio-90, è uno dei nuclidi che si formano nella fissione nucleare dell'uranio-235 e del plutonio: fortemente radioattivo, è particolarmente pericoloso per l'uomo e per gli animali perché, una volta assorbito, si fissa nello scheletro insieme al calcio, danneggiando l'organismo con le sue radiazioni. Allo stato libero, lo stronzio, che si può ottenere per elettrolisi del suo cloruro fuso o per riduzione dell'ossido con silicio o con alluminio a caldo, si presenta come un metallo molto tenero, lucente e di colore bianco-argenteo sulle superfici appena tagliate, ma che imbrunisce quasi istantaneamente al contatto dell'aria per ossidazione. A contatto con l'acqua reagisce sviluppando idrogeno e trasformandosi nell'idrossido Sr(OH)₂. Attualmente lo stronzio metallico ha interesse puramente scientifico, e anche i suoi composti trovano applicazioni tecniche molto più limitate di quelle dei composti del calcio e del bario. Un impiego caratteristico è quello del cloruro, SrCl₂, che viene usato nei fuochi d'artificio: i composti dello stronzio impartiscono infatti alla fiamma un'intensa colorazione rosso cremisi. Nei suoi composti, lo stronzio presenta proprietà intermedie tra quelle del calcio e quelle del bario e come questi è sempre bivalente. L'ossido SrO è un solido bianco che si ottiene decomponendo il carbonato SrCO₃ per riscaldamento oltre i 1000 ºC; reagisce vivacemente con l'acqua trasformandosi nell'idrossido, una base forte e alquanto solubile in acqua. Molto solubili in acqua sono gli alogenuri, il nitrato e parecchi altri sali di stronzio, mentre sono praticamente insolubili il carbonato e il solfato.