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streptomicìna

sf. [sec. XX; strepto-+-micina]. Antibiotico prodotto da un ceppo di Streptomyces griseus, riconosciuto e isolato da S. A. Waksman nel 1944. Allo stato puro si presenta come un solido bianco facilmente solubile in acqua, di formula bruta C₂₁H₃9N7O₁₂; ha carattere fortemente basico e viene solitamente preparata e usata in terapia sotto forma di sale, per esempio il solfato, molto più stabile della streptomicina libera. Per idrolisi acida la streptomicina si scinde in streptidina, un derivato del cicloesano contenente due gruppi della guanidina, e in streptobiosammina: quest'ultima è un disaccaride che per ulteriore idrolisi si scinde in metilglucosammina e in un particolare monosaccaride, lo streptosio, con un gruppo aldeidico libero. Riducendo nella struttura della streptomicina tale gruppo aldeidico a gruppo alcolico, la streptomicina viene trasformata in diidrostreptomicina, che conserva l'attività dell'antibiotico di partenza ma risulta assai meglio tollerata; viene preferita nella pratica clinica alla streptomicina stessa. La streptomicina costituisce uno dei più importanti farmaci antitubercolari; è molto attiva sui micobatteri del tipo umano e bovino, mentre ha scarsa efficacia sui micobatteri atipici. Sensibili alla streptomicina sono anche streptococchi, brucelle, klebsielle e alcuni batteri Gram-negativi agenti o responsabili di infezioni intestinali e delle vie urinarie, per cui la streptomicina trova indicazioni in infezioni intestinali, brucellosi, tularemia, peste, endocardite batterica ecc. L'azione antimicrobica deriva dal blocco della sintesi proteica e da alterazioni nei meccanismi dell'informazione genetica a livello dei germi. La chemioresistenza alla streptomicina è frequente e si instaura con rapidità a livello clinico; per ovviare a tale inconveniente la streptomicina viene spesso adoperata con altri farmaci.

S. A. Waksman, Streptomycin, Nature and Practical Application, Baltimora, 1949; A. Kucers, The Use of Antibiotics, Londra, 1972; L. P. Garrod, F. O'Grady, Antibiotici e chemioterapia, Roma, 1973; G. Gialdroni Grassi, Achievements and Perspectives in theField of Aminoglycosides, Barcellona, 1974; D. Bassetti, Antibiotici dalla A alla Z, Milano, 1991.