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svilùppo (fotografia)

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Generalità

Operazione mediante la quale viene rivelata l'immagine latente e, quindi tutta la serie di trattamenti chimici cui viene sottoposto un materiale sensibile esposto per ottenere l'immagine finale. Anche il bagno nel quale si compie l'operazione.

Per ottenere un'immagine visibile da una pellicola impressionata è sufficiente un'esposizione alla luce molto prolungata (effetto print-out): lo sviluppo consente di ridurre enormemente l'esposizione in quanto esso amplifica qualche milione di volte l'azione della luce sugli alogenuri d'argento. Nel corso dell'esposizione si formano infatti per fotolisi degli aggregati di pochi atomi d'argento, detti centri di sviluppo, dai quali può iniziare la riduzione dell'intero cristallo di alogenuro a opera del rivelatore contenuto nello sviluppo. Un moderno bagno di sviluppo per materiali in bianco e nero contiene, oltre al rivelatore, svariate sostanze che hanno la funzione di stabilire il pH più opportuno, di impedire l'ossidazione del rivelatore a opera dell'aria, di neutralizzare i prodotti d'ossidazione del rivelatore, di impedirne un'azione troppo energica, di ridurre la granulosità dell'immagine, di impedire la crescita di muffe ecc. In un bagno di sviluppo per materiali a colori la formazione del colore nei materiali sensibili viene ottenuta facendo reagire i prodotti di ossidazione del rivelatore con opportuni copulanti contenuti nell'emulsione (sviluppo cromogeno). La formazione del deposito d'argento nel corso dello sviluppo avviene con due diversi meccanismi, chimico e fisico. La riduzione diretta dei cristalli di alogenuro esposti a opera del rivelatore viene detta sviluppo chimico. Contemporaneamente parte dei cristalli di alogenuro vengono disciolti; il complesso d'argento passato in soluzione viene successivamente ridotto e il metallo precipita sugli aggregati d'argento in via di formazione (sviluppo fisico). Le caratteristiche del bagno di sviluppo dipendono dall'intensità relativa dei due processi di formazione dell'immagine. Le caratteristiche dell'immagine sviluppata dipendono, oltre che dal tipo di sviluppo utilizzato, anche dalle condizioni in cui viene condotta l'operazione. Per esempio, aumentando la durata del trattamento, la temperatura o l'agitazione si ottengono un aumento della densità generale dell'immagine, del contrasto, della grana e del velo e una diminuzione della nitidezza. Entro certi limiti un aumento di temperatura può essere compensato con una diminuzione del tempo di sviluppo e viceversa. L'agitazione, essendo il parametro più difficilmente controllabile, viene usualmente standardizzata.

Procedimento di sviluppo

Il trattamento dei materiali in bianco e nero negativi e positivi consiste in un bagno di sviluppo seguito da un arresto acido e da un fissaggio. L'arresto può essere sostituito da un breve lavaggio in acqua. Il trattamento termina con un lavaggio prolungato; l'eliminazione completa di tutti i residui del fissaggio è infatti essenziale per la conservazione dell'immagine. La temperatura dello sviluppo è generalmente di 20 ºC e usualmente non si esce dall'intervallo 18-22 ºC. Nel primo bagno del procedimento di sviluppo dei materiali negativi e positivi a colori, durante il quale avviene lo sviluppo cromogeno, si formano contemporaneamente l'immagine a colori e un'immagine d'argento: questa seconda viene poi eliminata con un bagno di sbianca seguito da un fissaggio. Come per i materiali in bianco e nero, allo sviluppo segue generalmente un bagno di arresto e il trattamento termina con un lavaggio. La temperatura è di 20-24 ºC e deve essere mantenuta entro limiti molto ristretti; il trattamento dei materiali positivi viene spesso effettuato a temperature molto elevate, fino a 38 ºC, per accorciare la durata del trattamento; a questo stesso scopo si usa combinare in un solo bagno la sbianca e il fissaggio. Per assicurare la costanza della temperatura nelle varie fasi della lavorazione, i materiali a colori vengono sviluppati con macchine sviluppatrici o, quanto meno, trattati in bacinelle o vasche contenute in un banco termostatato. Nelle macchine sviluppatrici automatiche, per ridurre al minimo i tempi di lavorazione, la temperatura di sviluppo dei negativi a colori è di 37,8 ºC, con tolleranza di più o meno 0,15 ºC; quella di sviluppo dei positivi è di 35 ºC, con tolleranza di più o meno 0,3 ºC. Tolleranze così strette possono essere ottenute grazie a termostati molto sensibili. Il trattamento dei materiali invertibili in bianco e nero richiede innanzi tutto uno sviluppo, nel quale si forma un'immagine negativa. Questa viene poi distrutta con una sbianca che la trasforma usualmente in solfato d'argento, sale facilmente solubile in un lavaggio con acqua e solfito di sodio. Il bromuro d'argento residuo viene esposto alla luce (seconda esposizione) e sviluppato in un bagno molto contrastato. Seguono un arresto, un fissaggio e un lavaggio finale. Il punto critico del trattamento è costituito dal primo sviluppo, in quanto esso determina la quantità di bromuro d'argento che rimane non sviluppato e che formerà in seguito l'immagine positiva. Per questo motivo la temperatura del primo sviluppo deve essere rigorosamente controllata, in genere a 20 ºC, mentre la temperatura dei bagni successivi ha minore importanza. Il procedimento di inversione dei materiali a colori inizia anch'esso con uno sviluppo in bianco e nero, seguito da un arresto e da un lavaggio. Si effettuano poi la seconda esposizione e uno sviluppo cromogeno; infine l'argento che maschera l'immagine a colori viene sbiancato e fissato. Sono particolarmente importanti la durata e la temperatura del primo sviluppo e dello sviluppo cromogeno, mantenute generalmente a 20-24 ºC. I materiali in bianco e nero possono anche essere sviluppati con un bagno unico di sviluppo e fissaggio (monobagno). Più usati sono i procedimenti rapidi di sviluppo delle carte basati sul principio della stabilizzazione. Per ottenere stampe positive da diapositive a colori si può ricorrere a un internegativo, che viene stampato nella maniera usuale, oppure si può ricorrere a carte invertibili o al procedimento più diretto di sbianca dei coloranti. Per mantenere costante nel tempo l'attività dei bagni è possibile ricorrere all'uso di integratori, da aggiungere in quantità proporzionale alla superficie dei materiali sviluppati, oppure a procedimenti di rigenerazione. Per esempio, i bagni di sbianca possono essere riossidati con aria e il tiosolfato dei bagni di fissaggio può essere rigenerato scindendo per elettrolisi il complesso argento-tiosolfato. Nel corso dello sviluppo si osserva spesso, al confine tra zone di diversa densità, un aumento di densità nella zona più densa e una diminuzione in quella meno densa (effetto Eberhard). Ciò avviene perché, con il progredire dello sviluppo, la concentrazione del rivelatore in corrispondenza delle maggiori densità diminuisce più rapidamente che nelle zone di bassa densità: si ha quindi un richiamo di rivelatore per diffusione verso le zone già più annerite a scapito di quelle meno annerite. L'entità del fenomeno dipende dal materiale e dallo sviluppo impiegato. Oggi si cerca di favorirlo in quanto ciò migliora la definizione delle immagini.