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tèmpo

sm. [sec. XIII; lat. tempus -ŏris].

1) Successione illimitata degli istanti in cui si attua il divenire di tutte le cose e avvengono i vari fatti: la nozione del tempo; l'inarrestabile fluire del tempo. In particolare, questa stessa successione considerata in rapporto alle vicende umane e agli eventi naturali: tempo presente, passato, futuro; il tempo passa in fretta. Nelle loc.: col tempo, col trascorrere del tempo; in progresso, in processo di tempo, col passare del tempo; senza tempo, eternamente; dare tempo al tempo, pazientare fino a che le cose si risolvano da sé, fino a che giunga il momento opportuno; perdere la nozione del tempo, non essere più consapevoli del suo fluire, non sapere più in quale ora, in quale giorno dell'anno ci si trovi. Non comune, condizione in cui le cose si trasformano continuamente, hanno un inizio e una fine, in contrapposizione all'eternità: “io, che al divino dall'umano, / all'eterno dal tempo era venuto” (Dante).

2) Il susseguirsi, il divenire delle cose concepito come un'entità misurabile, formata dal succedersi di tante frazioni di varia durata: il tempo si divide in anni, mesi, giorni. Per estensione, parte, tratto, estensione limitata di questo divenire: è arrivato molto tempo dopo; è tanto tempo che aspetto. In particolare, età, per lo più di persona o animale giovane: quanto tempo ha tua figlia?; del mio, del tuo, dello stesso tempo, della mia, della tua, della stessa età.

3) Durata di un'azione, di un'operazione; intervallo di tempo richiesto, necessario per fare qualche cosa: rilevare i tempi di lavorazione; quanto tempo starai fuori?; dammi il tempo di pensarci. In particolare, spazio di tempo non breve: un lavoro che richiede tempo; non c'è tempo da perdere; senza por tempo in mezzo, senza indugiare; guadagnare tempo, fare le cose più in fretta, in modo che rimanga del tempo libero, oppure tirare le cose in lungo per attendere qualche evento favorevole; prendere tempo, evitare di decidere intorno a qualche cosa aspettando eventi più favorevoli; tempo un mese, un anno, entro un mese, un anno: tempo un mese, la casa sarà finita; al tempo stesso, a un tempo, contemporaneamente, insieme; a tempo, in tempo, entro il termine stabilito, necessario; fare in tempo, arrivare a fare qualche cosa entro il termine fissato, utile; per tempo, presto, con sollecitudine; alzarsi per tempo, al mattino presto, di buon'ora.

4) Parte del giorno o di un periodo più lungo destinata a un'attività e simili: il tempo del lavoro, dello studio; sfruttare il proprio tempo; hai un po' di tempo per ascoltarmi?; sprecare, buttare via il tempo, fare cose inutili o stare in ozio; perdere il proprio tempo, consumarlo senza concludere nulla; è tutto tempo perso, di un lavoro inutile, di un'azione che non realizza nulla; passare, ingannare il tempo, fare qualche cosa tanto per essere occupati, per non annoiarsi; a tempo perso, nei ritagli di tempo, quando non si ha niente da fare, non si hanno altri impegni; tempo libero, quello in cui non si lavora; avere buon tempo, non avere niente da fare; darsi al bel tempo, al buon tempo, spassarsela, godersela. Per estensione, periodo caratterizzato da particolari condizioni o da fatti umani o eventi naturali: tempo d'estate; tempo di vacanze; il tempo della semina, della vendemmia. In particolare, momento stabilito od opportuno per fare qualche cosa: ora non è tempo di baldoria; a suo tempo, a tempo debito, a tempo e luogo, al momento giusto, adatto; a suo tempo, in un tempo passato, nel momento in cui è avvenuto un dato fatto: ne avevamo già parlato a suo tempo; prima del tempo, innanzi tempo, prima del termine stabilito od opportuno; tempo utile, quello entro il quale si può fare qualche cosa; è tempo che, di ..., è il momento adatto, giusto per: “Settembre, andiamo. È tempo di migrare” (D'Annunzio).

5) Periodo, epoca, età, specialmente caratterizzati da una situazione, una realtà particolare: il tempo dell'allegria, dei bagordi; il tempo della giovinezza; tempo di guerra, di pace. Nelle loc.: al tempo di, nell'epoca in cui avvenivano tali fatti, in cui vivevano tali persone: al tempo delle Crociate; al tempo di Napoleone; al tempo dei tempi, nella notte dei tempi, in un'epoca molto lontana o favolosa; il nostro tempo, l'epoca attuale; ai miei, ai suoi, ai nostri tempi, quando io, egli, noi eravamo giovani o nel pieno delle forze, dell'attività; del tempo, contemporaneo ai fatti, alle persone di cui si parla: Galileo non fu capito dagli uomini del tempo; tempo fa, in un passato non molto lontano; un tempo, in un passato più o meno lontano; in ogni tempo, sempre; a, in quel tempo, a, in quei tempi, in quell'epoca, nel periodo di cui si sta parlando; a far tempo da, a cominciare, a partire da: le tariffe aumenteranno a far tempo dal primo gennaio; ha fatto il suo tempo, di cosa o persona non più in auge, che ha perduto valore, che non è più di moda. Al pl., sottolinea in particolare le condizioni storiche, sociali, culturali relative a una data epoca: tempi mitici, eroici; quelli furono tempi difficili; coi tempi che corrono, con le difficoltà che presenta la vita di oggi; bisogna adeguarsi ai tempi, alle particolari esigenze di una data epoca.

6) L'insieme delle condizioni che caratterizzano lo stato fisico dell'atmosfera a un determinato istante, in una data località: che tempo fa?; tempo bello, secco, piovoso; fig., fare il bello e il cattivo (o il brutto) tempo, avere piena autorità su qualche cosa, decidere come si vuole: nella ditta è lui che fa il bello e il cattivo tempo; lascia il tempo che trova, di azione, intervento e simili di nessuna efficacia: sono provvedimenti che lasciano il tempo che trovano; sentire il tempo, avvertire un prossimo cambiamento delle condizioni atmosferiche a causa di dolori, disturbi fisici, eccitabilità di nervi e simili; scherz., essere particolarmente nervoso; parlare del tempo, fare discorsi banali per non aver nient'altro da dire.

7) Con significati specifici in varie tecniche e attività: A) in musica: a) valore assoluto di durata che nel corso di un'esecuzione musicale si dà alle varie unità di valore, cioè, in altri termini, la velocità con cui una certa musica viene eseguita. Comunemente, ritmo in genere, cadenza: battere, seguire il tempo; andare a tempo, seguire esattamente il ritmo di una musica nel cantare, suonare, danzare; andare, essere fuori tempo, non seguire il ritmo. b) Le singole parti nelle quali viene divisa la battuta. Anche sinonimo di movimento come parte di una composizione. B) Nel linguaggio della danza accademica il termine tempo (più spesso utilizzato nella forma francese temps, come in temps de cuisse, temps levé ecc.), in opposizione a passo, indica un movimento, o un insieme di movimenti, eseguendo i quali non si produce spostamento di peso da una gamba all'altra (pur potendosi produrre uno spostamento nello spazio, per esempio verso l'alto, con ricaduta sulla medesima gamba di partenza). C) Ciascuno dei movimenti in cui si può dividere un'azione complessa: lo spostamento avviene in due tempi; fare una cosa in più tempi. In particolare, ciascuna delle fasi di cui si compone il ciclo completo di un meccanismo, di un motore a scoppio: motore a quattro tempi. D) Nello sport, ciascuna delle parti in cui è diviso uno spettacolo o un incontro sportivo. E) In cinematografia, in ciascuna scena il tempo cinematografico corrisponde al tempo reale, a meno che la ripresa venga effettuata al rallentatore oppure con frequenza inferiore a quella di proiezione. Nel complesso del film, invece, il tempo cinematografico è quasi sempre più breve del tempo reale. In fotografia, tempo di posa, tempo durante il quale l'emulsione sensibile viene esposta alla luce (esposizione). F) Nella strumentazione nucleare, tempo di risoluzione dei rivelatori nucleari è il più piccolo intervallo di tempo che deve intercorrere tra due impulsi successivi generatisi nell'elettronica del rivelatore perché essi vengano entrambi contati; tempo morto, definito in particolare per i contatori Geiger-Müller, è l'intervallo di tempo durante il quale nel rivelatore non possono aversi impulsi. È causato dal fatto che il campo elettrico per la raccolta degli ioni, dopo una scarica, rimane molto inferiore a quello necessario per innescarne una nuova. Il tempo di risoluzione del sistema è maggiore del tempo morto.

8) In geologia, l'unità geocronologica di ordine più basso; i sedimenti a essa riferibili costituiscono un sottopiano. È detto anche fase.

9) In linguistica, categoria del sistema verbale in cui si determina l'azione o lo stato espresso dal verbo.

Fisica

Tempo microscopico. Nel campo della fisica delle particelle e delle loro interazioni, troviamo che il tempo vi appare coinvolto per effetto del cosiddetto “teorema CPT” introdotto dallo svizzero Res Jost nel 1958. Il teorema afferma che le leggi descrittive sul comportamento delle particelle sono invarianti – ossia mantengono validità – quando in esse vengano simultaneamente applicate operazioni di coniugazione di carica (C), di trasformazione per parità (P), di inversione temporale (T); vale a dire, se alla materia si sostituisce antimateria, alla destra la sinistra, al verso della freccia normale del tempo il verso opposto. Numerose esperienze di laboratorio hanno ampiamente dimostrato, entro i limiti degli errori sperimentali, che la generalità delle interazioni forti, o nucleari, si svolge in perfetta conformità al teorema CPT, mentre le interazioni deboli – che presiedono ai decadimenti radioattivi – non conservano né parità, né coniugazione di carica. Si deve perciò dedurre che esse non sono indifferenti al senso di scorrimento del tempo. In effetti, si è scoperto che il mesone Kº, il kaoneneutro, si mostra suscettibile di decadere in due mesoni secondo due stati diversi della simmetria accoppiata CP. Di conseguenza, a norma del teorema di Jost, affinché sia ristabilita l'invarianza CPT, quel decadimento deve necessariamente trasgredire la simmetria temporale e mostrarsi sensibile alla freccia del tempo. È in tale direzione che si rivolgono le moderne ricerche sulle dissimmetrie temporali manifestate dal mondo microscopico. La produzione di mesoni Kº è affidata alle reazioni di decadimento di una particella-madre, il mesone Fi. Negli ultimi anni Novanta del XX sec. sono stati messi a punto numerosi progetti sperimentali (uno da parte dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Frascati, denominato progetto DAFNE da Double Annular Fi-factory for Nice Experiments, uno al CERN e il terzo negli Stati Uniti) per la costruzione di un collider speciale a duplice anello acceleratore: in tal modo si possono realizzare collisioni fra particelle Fi, in grado di fornire mesoni Kº e quindi è possibile osservare in qual modo la natura riesca a distinguere fra il passato e il futuro. Le leggi della fisica non escludono attendibilità logica ai fenomeni che si svolgano in direzione opposta al senso di scorrimento “normale” del tempo. Interviene però il teorema di Jost a ricordare che quei fenomeni appartengono esclusivamente al mondo dell'antimateria. Essi, in linea teorica, potrebbero apportarci informazioni dal futuro: peraltro, al momento dell'interazione col “nostro” mondo, le informazioni suddette svanirebbero in un inevitabile evento di annichilazione fisica.