tìgna

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Lessico

sf. [sec. XIII; latino tinĕa, tarlo, tarma, poi tigna].

1) Micosi cutanea con sedi elettive nel cuoio capelluto, nella barba e nelle parti glabre. Popolare: grattare la tigna, colpire, picchiare di santa ragione.

2) Fig., cosa fastidiosa e molesta, grattacapo, cruccio.

3) Regionale, persona avara, gretta; taccagno: quell'uomo è una tigna, non regala un centesimo!

4) Romanesco, testardaggine, cocciutaggine.

Patologia

Le forme cliniche più importanti sono la tigna favosa, la tigna microsporica e la tigna tricofitica. La tigna favosa è sostenuta da Trichophyton schoenleini e si manifesta in bambini e adulti con ammassi miceliari fungini (scutuli) alla base dei capelli, che si presentano radi, opachi, scolorati o grigi, ma non tronchi; lo scutulo, ben aderente all'epidermide, ha forma discoidale, color giallo zolfo e un odore caratteristico di orina di topo. La malattia si trasmette direttamente per contagio interumano o indirettamente per mezzo di oggetti da toilette o di uso comune; non curata può estendersi a tutti i capelli con decorso lento e indefinito e con esiti cicatriziali alopecici. La tigna microsporica, dovuta a Microsporum audouini, colpisce i bambini (dai 4 ai 10 anni), per contagio diretto e indiretto come la forma precedente, con sede elettiva nel cuoio capelluto e nelle parti glabre; si manifesta con chiazze tondeggianti delimitate, del diametro di ca. 5-6 cm, talora confluenti, ricoperte da squame bianco-grigie; i capelli compresi in queste formazioni, essendo rivestiti di spore miceliari, appaiono come ricoperti di polvere, spezzati e fragili. La malattia guarisce spontaneamente senza esiti cicatriziali con la pubertà; le forme trasmesse da animali (gatto, cane, cavallo ecc.) hanno maggiore aggressività; si complicano spesso con processi infiammatori e possono contagiare anche la barba di soggetti adulti. La tigna tricofitica, sostenuta da varie specie di Tricophyton, viene trasmessa per contagio interumano o da animali domestici; colpisce bambini dell'età scolare; nel cuoio capelluto si riscontrano piccole e numerose chiazze tondeggianti a margini netti con desquamazione pitiriasica; i capelli parassitati, frammisti a rari sani, risultano troncati poco al di sopra del punto di emergenza; guarisce spontaneamente senza esiti con la pubertà; ma se è complicata da fenomeni infiammatori lascia cicatrici alopeciche permanenti. La diagnosi della tigna viene fatta con la ricerca microscopica del parassita nei peli e nelle squame. La terapia si avvale di medicamenti locali antimicotici e di farmaci antifungini.

Veterinaria

La tigna colpisce anche animali, soprattutto domestici; si cura facilmente frizionando le parti colpite con glicerina iodata o pomate idonee, previa depilazione.

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