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tòno o tuono

(anticamente tuòno), sm. [sec. XIII; dal latino tonus, dal greco tónos, propr., tensione, da téinō, tendere].

1) In linguistica, accento e in particolare accento musicale. In alcune lingue, come il cinese e il vietnamita, i toni hanno un'importanza decisiva ai fini della distinzione semantica di parole altrimenti omofone. Più generalmente, grado di elevazione del suono e della voce: alzare, abbassare il tono; nell'uso comune, modulazione, colorito del suono e in particolare della voce: tono affettuoso, minaccioso. Per estensione, carattere stilistico: poesia di tono elevato. In loc. fig., atteggiamento, contegno: darsi un tono; con riferimento allo stile, al carattere: avere un tono signorile.

2) Nella terminologia musicale: A) nella moderna teoria, l'intervallo di seconda maggiore. Più propr., in acustica musicale, intervallo (rapporto fra le frequenze) che separa alcuni gradi consecutivi della scala musicale, variabile secondo il tipo di scala. Per esempio, nella scala naturale va distinto il tono grande, pari a un intervallo di 9/8, dal tono piccolo, pari a un intervallo di 10/9. Nella scala temperata, tutti i toni corrispondono a un intervallo pari a ; il tono è diviso in due semitoni eguali, corrispondenti a un intervallo pari a . In audiometria, è sinonimo di suono puro. Per estensione, nel linguaggio comune, nota: tono acuto; anche tonalità; con riferimento a quest'ultimo significato in loc. fig.: essere fuori di tono, essere stordito; rispondere a tono, a proposito; calare di tono, scadere di qualità. B) Nell'antica musica greca, le scale di trasposizione dei modi. C) Nel canto gregoriano, specifiche formule di esecuzione vocale, varianti di una lettura intonata gravitante attorno a un suono base (tenor, tuba, repercussa vox): si distingueva in tono di lettura, di preghiera, di recita, responsoriale ecc. D) Tono o tonada, nel sec. XVIII, in Spagna, composizione sacra o profana per voci e strumenti; oggi, nel Venezuela, brano profano polifonico, senza accompagnamento.

3) In telefonia, tono di segnalazione telefonica dicentrale, segnale.

4) Grado di un colore: un verde dal tono freddo; in pittura, grado di luminosità del colore. In particolare, intensità del grigio o saturazione di un colore di un'immagine fotografica. Si dice tonale un'immagine nella quale vengono riprodotti i toni del soggetto con i medesimi rapporti di intensità; si dice in tono alto un'immagine che comprende solo bianchi e grigi molto chiari o sfumature di colore poco sature, in tono basso un'immagine in cui compaiono solamente neri e grigi scuri oppure colori molto scuri.

5) In medicina, condizione di efficienza fisica (elasticità, solidità) e funzionalità di organi tale da permettere la normale reattività nell'organismo; suono ascoltabile durante l'esame dell'organismo, particolarmente riferito ai toni cardiaci prodotti durante la rivoluzione dell'organo dalle vibrazioni della contrazione miocardica e dei movimenti valvolari. Il tono muscolare è il grado residuo di contrazione leggera e continua che persiste nel muscolo a riposo e cessa con la denervazione afferente ed efferente; è di notevole importanza per il normale svolgimento di alcune funzioni fisiologiche, tra cui il mantenimento della posizione eretta e il ritorno del sangue al cuore.

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