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tap dance

s. inglese (da tap, leggero colpo, ma anche “sovrattacco”, “rinforzo della suola”, e dance, danza) usato in italiano come sf. Stile di danza caratterizzato dall'uso ritmico dei suoni prodotti dai ballerini battendo o strusciando sul pavimento le suole delle scarpe, appositamente modificate con speciali rinforzi. Originario degli USA, vi confluiscono elementi di origine europea (derivati dalla clog dance – danza degli zoccoli – diffusa in Irlanda e nelle campagne del Lancashire) e africana. Nel corso di tutta la sua storia – dalla prima apparizione, nel 1828, di un ballerino bianco, T. Dartmoth “Daddy” Rice, che con la faccia tinta di nero, si esibiva nella parodia di un vecchio schiavo nero e deforme cantando Jump Jimmy Crow, passando attraverso personaggi leggendari quali Bill “Bojangles” Robinson (1878-1949) e F. Astaire fino a G. Kelly e oltre – la tap dance ha mantenuto costante questo duplice carattere di appartenenza sia alla cultura nera sia a quella bianca. Dopo periodi di splendore e straordinaria popolarità fra la fine del sec. XIX e gli anni Venti e Trenta del sec. XX, la tap dance ha attraversato un periodo di progressiva decadenza a partire dagli anni Cinquanta, per conoscere una breve, rinnovata popolarità nel corso degli anni Ottanta.

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