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tavolétta

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Lessico

sf. [sec. XIV; dim. di tavola].

1) Assicella di piccole dimensioni, generalmente ben squadrata e levigata, usata per realizzare pavimentazioni in legno.

2) Per estensione, pezzo di altro materiale a forma di piccola lastra quadrangolare: una tavoletta di marmo; anche di sostanze alimentari o medicinali: una tavoletta di cioccolato. In particolare., forma farmaceutica solida a base di zucchero al velo nel quale viene incorporato il medicamento.

3) Fig., nel gergo automobilistico: andare a tavoletta, tenere l'acceleratore a tavoletta, premerlo fino in fondo.

4) Oggetto o strumento costituito essenzialmente da una piccola tavola. In particolare: A) tavolette cerate, tavoletta generalmente in legno, ma talvolta d'avorio o altri materiali, per esempio bronzo, con una delle due facce coperte di cera, usate per scrivervi a graffito mediante uno stilo appuntito. Già in uso nelle antiche civiltà ebraiche e greche, divennero di uso comune nella civiltà romana: erano spesso riunite in numero di due (dittico), tre (trittico), o più. In Europa furono comunemente impiegate per tutto il Medioevo e se ne hanno esempi ancora verso il sec. XV. B) Tavolette mesopotamiche, tavoletta d'argilla sulle quali sono incisi gran parte dei documenti mesopotamici conservatisi fino ai nostri giorni. Diffusissime dalla fine del IV millennio a. C. (anche in Anatolia e sulle coste mediterranee), erano di forma rettangolare, di varie dimensioni; venivano incise quando l'argilla era ancora fresca e poi fatte essiccare con cura al sole o in appositi forni. C) Nell'attrezzatura navale, triangolo di legno o di metallo, sistemato a volte all'angolo di penna delle rande per rinforzo.

5) Piccolo dipinto per lo più su tavola; anche come singolo elemento di un polittico.

6) In topografia, strumento impiegato nel rilievo diretto del terreno e utilizzato per la determinazione di punti con metodi grafici e non numerici. In passato fu impiegato per la realizzazione della cartografia rilevata. Oggi è impiegato solo in rilevamenti speditivi di piccola entità in quanto il rilievo diretto è stato completamente soppiantato dal rilievo aerofotogrammetrico che consente maggiori precisioni e una geometria più valida. Tavoletta pretoriana.

7) In cartografia, elemento cartografico della carta d'Italia alla scala 1:25.000 elaborata dall'Istituto Geografico Militare pari a 1/16 del foglio della carta d'Italia (scala 1:100.000). È così chiamata perché le prime tavolette della carta d'Italia furono rilevate a partire dal 1877 con la tavoletta pretoriana a rilievo diretto per divenire “fotogrammetriche” a partire dal 1929. La copertura del territorio italiano comprende 3545 tavoletta delle dimensioni di 7´30‟ in longitudine e 5´00‟ in latitudine. Ogni tavoletta rappresenta mediamente circa 100 km² di territorio italiano. La tavoletta è disegnata nella rappresentazione conforme di Gauss-Boaga, inquadrata nel sistema geodetico italiano con ellissoide internazionale orientato a Roma-M. Mario-1940 e con reticolato chilometrico UTM riferito al sistema geodetico europeo (ED 1950). Ha l'orografia a curve di livello con equidistanza di 25 m, è pubblicata in tre versioni, di cui una esclude l'altra: in nero, a tre colori e a cinque colori.

8) In informatica, tavoletta grafica, superficie di plastica sensibile alla pressione, utilizzata in combinazione con un dispositivo di puntamento (in genere uno speciale pennino o stilo) in applicazioni di grafica computerizzata e progettazione. In questi ambiti, l'uso dellla tavoletta grafica per la realizzazione di disegni e progetti (in forma digitale) risulta più naturale rispetto all'utilizzo del mouse.

Topografia: tavoletta pretoriana

Prende il nome dal matematico e astronomo tedesco Johannes Praetorius (1537-1616) ed è uno strumento topografico costituito da uno specchio di legno, detto tavoletta, rettangolare o quadrato, di 50-60 cm di lato, fissato in posizione orizzontale mediante viti di sostegno e di spostamento sopra un treppiede. Sulla faccia superiore dello specchio viene steso un foglio da disegno. La tavoletta è corredata di una diottra con alidada. La diottra a traguardi o a cannocchiale è costituita da una riga metallica (alidada) con bordo millimetrato (linea di fede) portante a un'estremità una colonnina che sostiene il cannocchiale distanziometrico, dotato di cerchio verticale per la misura degli angoli d'inclinazione. Sulla tavoletta è posto inoltre un compasso di proiezione o squadra zoppa (formato da due aste rappresentanti il cateto e l'ipotenusa di un triangolo rettangolo; l'estremità libera dell'ipotenusa porta un filo a piombo) che ha la funzione di riportare nel disegno il punto a terra o viceversa di riportare a terra il punto del disegno. Completano lo strumento una livella torica per curare l'orizzontalità dello specchio e una bussola o un declinatore magnetico per l'orientamento. Si punta il cannocchiale su diversi oggetti spostando la riga intorno al punto di stazione, riportato con il compasso di proiezione, e si disegnano con la matita le diverse posizioni assunte dalla linea di fede ottenendo così graficamente gli angoli orizzontali determinati dalle successive collimazioni. Sulle direzioni tracciate si riportano le distanze prese con il distanziometro e si quotano i punti mediante le misure al cerchio verticale. Si viene così ad avere il rilevamento completo e il disegno del terreno.

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