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telecinematografìa

sf. [tele-+cinematografia]. Tecnica di registrazione televisiva di una pellicola cinematografica che permette sia la ripresa televisiva di film del normale circuito commerciale (che verranno poi trasmessi in televisione), sia il trasferimento su pellicola cinematografica di programmi video (attualità, documentari, pezzi pubblicitari ecc.) realizzati in televisione. La ripresa di questi programmi viene in pratica realizzata con due sistemi: diretto e a macchia volante (flying spot). Con il sistema diretto le informazioni luminose, generate dal film mentre viene proiettato, vengono focalizzate sul mosaico di una telecamera che ne effettua la conversione in segnale video. Allo scopo ogni fotogramma viene proiettato per la durata esatta di un quadro televisivo: a ciò provvede uno speciale comando di avanzamento di cui viene dotato il proiettore cinematografico. Le pellicole cinematografiche per il trasferimento di programmi video in sistema diretto vengono generalmente realizzate con un vidigrafo, composto da una telecamera portatile accoppiata a uno speciale riproduttore televisivo che, con un cinescopio di ridotte dimensioni, permette la generazione di un'immagine molto ben definita con cui si impressiona la pellicola di una cinepresa. In tal caso i sincronismi della telecamera comandano anche l'avanzamento della pellicola da impressionare. Con il sistema a macchia volante la pellicola viene fatta scorrere tra uno speciale tubo catodico e una fotocellula; il punto luminoso in rapido movimento generato dalla scansione del pennello elettronico del tubo esplora così, per righe e per quadri, la pellicola, ricavandone un segnale video automaticamente sincronizzato con il sistema televisivo adottato. Il sistema diretto viene impiegato generalmente per riprese dirette in esterno, mentre quello a macchia volante consente la riproduzione di normali pellicole cinematografiche.

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