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temporale (aggettivo)

agg. [sec. XIII; dal latino temporālis, da tempus, tempo].

1) Di tempo, del tempo, che riguarda il tempo: limiti temporali. In particolare, in grammatica, proposizione temporale, proposizione dipendente che esprime una circostanza di tempo in rapporto alla reggente, sia in forma esplicita (mentre tornavo a casa vidi Piero) sia in forma implicita (tornando a casa vidi Piero). In italiano il verbo è generalmente all'indicativo; si usa il congiuntivo solo quando la circostanza di tempo è presentata come possibile o eventuale (puoi venire da me ogni volta che tu lo voglia). Congiunzione temporale è detta la congiunzione subordinante (quando, mentre, allorché, finché) che introduce una proposizione temporale. In greco è detto aumento temporale l'allungamento della vocale o del dittongo iniziale di un verbo al modo indicativo dei tempi storici (oregon, porgevo, rispetto a orégō, porgo).

2) Che è soggetto al corso, ai limiti del tempo; per estensione, transitorio, appartenente alla vita terrena: i beni temporali; sdegnare le cure temporali. In particolare: pene temporali, quelle del Purgatorio che non sono destinate a durare in eterno; potere temporale dei papi, il loro potere politico, con particolare riferimento ai possessi territoriali. Talvolta anche sm.

3) In fisica, inversionetemporale, è una trasformazione di Lorentz che cambia il segno della coordinata temporale. Le leggi della fisica classica, salvo nel caso della forza di attrito e della resistenza elettrica, sono invarianti rispetto a tale trasformazione, cioè, in pratica, dopo l'inversione temporale il moto del sistema in studio si riproduce invariato, ma all'inverso, nel senso che si scambiano fra loro lo stato iniziale e quello finale del sistema.

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