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terróre

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Lessico

sm. [sec. XIV; dal latino terror-ōris].

1) Paura violenta e piuttosto prolungata, forte sgomento: terrore della morte, delle malattie, incutere terrore; i suoi occhi esprimevano terrore.

2) Ciò che provoca tale sentimento: la banda di malviventi era il terrore del quartiere; la bomba atomica è il terrore dell'era moderna.

Cinema

Il film del terrore è una categoria cinematografica che presenta affinità col film dell'orrore. I mostri di vario genere che popolano l'uno e l'altro suscitano, in effetti, repulsione e paura insieme. Ma la paura che il film del terrore alimenta si differenzia da quella dell'horror film quando, più che all'irrazionale e al fantastico, tende al quotidiano e al possibile. Così i “mostri” diventano i bimbi atomizzati di J. Losey nel film The Damned (1961; Hallucination), in cui la fantascienza si fa agghiacciante perché filosoficamente attuale, e così A. Hitchcock ottiene nuovi effetti di brivido (thrilling) con un semplice capovolgimento di prospettiva, quando aggressori dell'uomo sono gli animali ritenuti domestici o comunque innocui come accade in The Birds (1962; Gli uccelli). Nel cinema hollywoodiano, cultore sovrano del genere, alla paura dell'invasione tipica del periodo maccartista (come in The Thing from Another World; 1951 La 'cosa' da un altro mondo, di C. Nyby, dove si trasformava in favola fantascientifica una preoccupazione fantapolitica) è subentrata negli anni Settanta del XX sec. la paura tecnoecologica di questo mondo, creando un sottogenere di successo come il disaster movie o film “catastrofico”: Airport di G. Seaton (1970), The Towering Inferno (1974; L'inferno di cristallo) di J. Guillermin, Earthquake (1974; Terremoto) di M. Robson. Con Jaws (1975; Lo squalo) di S. Spielberg il mostro degli oceani ha perduto il carattere mistico-allegorico del leggendario Moby Dick. Genere inquietante, spesso ai limiti della pericolosità psicologica, ha trovato poi terreno fertile spettacolarizzando, fino alle più vistose esagerazioni sanguinarie, la figura del serial killer, lo psicopatico pluriomicida. Rimarchevoli in questo senso titoli come Manhunter (1986) di M. Mann, Henry - Portrait of a Serial Killer (1986; Henry, pioggia di sangue) di J. McNaughton, The Silence of the Lambs (1992; Il silenzio degli innocenti) di J. Demme.

Storia

Con questo termine si indicano due momenti della Rivoluzione francese. Il primo ebbe luogo tra il 10 agosto e il 20 settembre 1792; provocato dall'atteggiamento della Comune rivoluzionaria che prese il sopravvento sull'incerta e screditata Assemblea legislativa, portò, fra l'altro, alle stragi di settembre. Il secondo, detto anche “grande Terrore”, si sviluppò tra il 5 settembre 1793 e il 27/28 luglio 1794. Diretto contro i “nemici della nazione”, fu imposto dai sanculotti alla Convenzione che il 5 settembre 1793 mise “il Terrore all'ordine del giorno”. Furono presi di mira non soltanto i nemici dichiarati o sospetti di attività antirivoluzionaria, ma anche gli accaparratori e i profittatori. Si calcola che persero la vita ca. 43.000 persone. Fra gli altri: la detronizzata regina Maria Antonietta, Philippe Egalité, M.me Roland, i girondini (ottobre-novembre 1793), gli hebertisti e gli “indulgenti” (marzo 1794). § Terrore bianco, nome dato alle azioni repressive operate dai movimenti controrivoluzionari e realisti in Francia. Si diffuse soprattutto nella Francia sudorientale nel 1795 (all'indomani delle insurrezioni popolari del 12 germinale e del 1º pratile), nonché l'anno successivo in occasione della scoperta della congiura degli “eguali”. Centinaia di persone accusate di essere giacobini, repubblicani, semplici possessori di beni nazionali o protestanti, furono assassinate a opera di bande armate. Ben più violento fu il Terrore bianco scatenatosi nell'estate 1815 in conseguenza della caduta di Napoleone e del ritorno dei Borbone.