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tireòtropo

sm. [dal greco thyreo(eides), tiroide+-tropo]. Ormone ipofisario, detto anche TSH (Thyroid Stimulating Hormone) o tireotropina, il cui effetto fondamentale è di stimolare il trofismo e la funzione tiroidea. È una glicoproteina con peso molecolare di 25.000 ca.; la parte glicidica contiene mannosio, glucosio, galattosio, glucosammina e galattosammina. L'ormone tireotropo aumenta l'incorporazione dello iodio nella tiroide e la sintesi delle iodotironine; provoca la idrolisi della tireoglobulina e l'immissione in circolo delle iodotironine; causa infine modificazioni morfologiche nelle cellule dei follicoli tiroidei. La secrezione di TSH è regolata dall'ipotalamo attraverso un fattore polipeptidico stimolante (TRF), la cui produzione è a sua volta controllata dal tasso delle iodotironine plasmatiche, che stimolano a basse concentrazioni e inibiscono ad alte concentrazioni la secrezione di TRF e quindi di TSH. L'esposizione al freddo e gli stimoli psichici aumentano la secrezione di TRF e quindi l'attività tiroidea; effetti opposti ha l'esposizione al caldo. In passato si riteneva che il TSH fosse il fattore responsabile dell'esoftalmo che si osserva in certe forme di ipertiroidismo e compare nelle forme di oftalmopatia infiltrativa, caratteristiche della malattia di Graves.

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