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tiro

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Lessico

sm. [sec. XVI; da tirare].

1) Atto ed effetto del tirare: tiro della fune; in particolare, traino di animali: cavalli da tiro; per estensione, i cavalli attaccati a una carrozza e la carrozza stessa: un tiro a sei.

2) Lancio di uno o più proietti da parte di un'arma o di una unità di tiro per conseguire determinati effetti del fuoco: tiro a segno, tiro a volo; anche con riferimento al singolo colpo sparato da un'arma da fuoco: colpire qualche cosa al primo tiro; per estensione, munizione. Anche il tirare con un'arma da getto: tiro con l'arco, con la balestra. In espressioni proprie e fig.: essere a tiro, essere a un tiro di schioppo, essere a portata di arma da fuoco e, fig., essere vicino.

3) Per estensione, lancio, getto di qualsiasi oggetto: tiro del giavellotto; riferito a giochi col pallone: tiro di testa, di punizione.

4) Fig., colpo, tentativo: fare un bel tiro; anche azione dannosa nei riguardi di qualcuno: un tiro mancino.

5) Dispositivo per sollevare, argano.

6) Fig. popolare, boccata: dare un tiro di sigaretta.

7) Nella scenotecnica teatrale, ciascuno dei mezzi flessibili costituenti l'impianto, di cui è dotato il palcoscenico, per la manovra dalla soffitta dei vari elementi scenotecnici o illuminotecnici. La trazione può essere effettuata a mano oppure meccanicamente o elettricamente. In gergo il termine tiro viene riferito a tutte le corde tese fra il piano della scena e la soffitta, e quindi non soltanto al sistema stabile dei tiri contrappesati, ma anche alle corde che vengono impiegate per singole occorrenze (sostegno di un lampadario ecc.).

8) Nella tecnica mineraria, tiro a freddo, sistema di abbattimento del carbone che consiste nell'iniettare acqua in pressione in fori orizzontali praticati in uno strato di carbone e successivamente nell'iniettarvi aria compressa a 420 kg/cm²: la rottura di una piastrina tarata mette bruscamente in pressione lo strato e il carbone si frantuma.

9) Termine d'uso comune per indicare la forza di trazione a cui è sottoposto ogni tratto di conduttore aereo di una linea elettrica. Nelle linee di contatto ferroviarie, il tiro viene sovente regolato e compensato sezionando meccanicamente la linea e disponendo in posizioni opportune dei pesi sostenuti da carrucole.

10) Caratteristica degli inchiostri da stampa definibile come la resistenza che lo strato d'inchiostro oppone alla suddivisione in strati particellari. Il tiro deve essere adeguato alle esigenze di stampa: viene diminuito con l'aggiunta di diluenti, aumentato con resine dure o vernici vischiose.

Armi

Il tiro è finalizzato alla distruzione o al danneggiamento del bersaglio; a seconda del risultato che si intende raggiungere si ha il tiro di distruzione, di neutralizzazione, di disturbo. Per effettuare il tiro con un moderno pezzo d'artiglieria è necessario conoscere i dati balistici del sistema arma-munizione, i dati aerologici, la distanza e la differenza di sito (cioè di quota) del pezzo-bersaglio. Nel caso che il pezzo o il bersaglio siano in movimento è necessario inoltre calcolare la rotta del bersaglio, la velocità reciproca, l'angolo di avvicinamento o di allontanamento e altri dati necessari alla determinazione dell'anticipo. L'acquisizione e il calcolo di questi dati in tempo reale si ottengono con i sistemi integrati di condotta del tiro che comprendono un calcolatore elettronico e i mezzi di acquisizione del bersaglio che possono essere radar, mezzi ottici, laser, televisivi o, più spesso, misti. A causa dell'elevato numero di variabili e della velocità del bersaglio, i sistemi più complessi sono quelli contraerei e quelli installati sui carri armati per consentire il tiro col carro in movimento contro un altro carro in movimento. Tra i più moderni sistemi integrati contraerei vi sono lo Skyguard della Contraves e il BOFI della Bofors. Il primo, che è in grado di comandare simultaneamente batterie di cannoni automatici e di missili, è un sistema che comprende un radar di scoperta, un radar di inseguimento, un sistema di puntamento televisivo e un calcolatore digitale CORA II M della terza generazione a circuiti integrati allo stato solido, che provvede alla valutazione istantanea della minaccia in base all'analisi dei dati ricevuti dal radar di scoperta, al calcolo del punto d'impatto dei proiettili in base al calcolo delle coordinate di rotta del bersaglio, alla determinazione della durata della raffica o del numero dei colpi statisticamente ottimale e al calcolo della traiettoria di intercettazione dei missili. Naturalmente, secondo i dati elaborati, il sistema sceglie automaticamente se far intervenire l'artiglieria o i missili. Il sistema BOFI (Bofors Optronic Firecontrol Instrument) è molto semplice e compatto ed è ospitato direttamente nell'affusto di un pezzo binato da 40 mm. Il BOFI è un sistema integrato costituito da un mirino ottico provvisto di apparato a intensificazione di luminescenza per il tiro notturno, un laser a neodimio per l'acquisizione del bersaglio e la misura della distanza e un calcolatore per il calcolo automatico dell'anticipo. Il sistema è molto sicuro perché, a differenza dei radar, il laser è molto difficile da ingannare e non è seriamente disturbato nemmeno dalle più sofisticate contromisure elettroniche.

Sport: tiro alla fune

Competizione folcloristica, ammessa quale gara ginnica a squadra nei programmi olimpici dei Giochi del 1904, 1908, 1912 e 1920. La fune deve avere una circonferenza di almeno 10 cm e deve essere sufficientemente lunga per consentire ai concorrenti lo spazio di 1,20 m tra l'uno e l'altro. Al centro del campo viene tracciata una linea e a 1,83 m altre due, una per parte, parallele alla prima. Una legatura a nastro o un nodo viene fissato in corrispondenza di ciascuna delle tre linee sulla corda. I concorrenti, all'inizio, devono stare al di fuori delle linee mediane, quindi esercitando una trazione devono tentare di portare gli avversari nel proprio campo. Affinché lo scopo sia raggiunto è sufficiente che la legatura a nastro di una delle due squadre oltrepassi la linea centrale. In genere ogni incontro prevede almeno tre riprese e ogni ripresa viene vinta dalla squadra che si aggiudica due tirate su tre. Il tiro alla fune è un'attività dilettantistica; le squadre vengono divise in categorie secondo i limiti di peso imposti ai concorrenti: fino a 68 kg pesi leggeri, fino a 80 kg pesi medi e oltre gli 80 kg pesi liberi. Nei tornei le squadre vengono sorteggiate a due a due e quelle in soprannumero passano direttamente al turno successivo.

Sport: tiro con l’arco

Sport di antica origine che ha avuto la massima diffusione all'epoca delle armi bianche e che è tornato in auge, come attività dilettantistica, nel secondo dopoguerra; è stato ammesso alle Olimpiadi nel 1972. Attualmente si effettuano tornei a livello regionale, nazionale e internazionale secondo una regolamentazione effettuata dai primi club sportivi nel sec. XIX. Le gare si effettuano con archi speciali e frecce di misura unificata; il bersaglio è costituito da un disco di un metro di diametro, suddiviso da un dischetto al centro e da cinque cerchi concentrici; le gare si svolgono da distanze di 30, 50, 70 e 90 m.

Sport: tiro con la balestra

Sport un tempo molto diffuso, con modalità analoghe a quelle del tiro con l'arco, attualmente, anche se in molti Paesi, tra cui l'Italia, stanno sorgendo sezioni per la sua diffusione, viene praticato più che altro a scopo folcloristico; la tradizione italiana viene mantenuta viva specialmente dai balestrieri di Gubbio e Sansepolcro.

Sport: tiro al volo

Competizione derivata dal tiro a segno, è praticata con fucili da caccia. Nota fin dal 1850, con la denominazione di “tiro dei vecchi cappelli”, per l'usanza di nascondere il piccione, al quale sparare al volo, sotto un cappello che si sollevava con una cordicella, fu designata tiro a volo nel 1857; da tale data vennero svolte competizioni nazionali e internazionali; nel 1860 il piccione venne sostituito, in alcune gare, da un piattello lanciato da un particolare dispositivo. La crescente disapprovazione pubblica per il tiro ai piccioni in quanto esercizio crudele ha portato in molti Paesi alla pratica del solo tiro al piattello. L'arma impiegata è, nel tiro al piccione, la doppietta cal. 12 (il punto è valido se il piccione cade entro il campo di tiro) e, nel tiro al piattello, il fucile cal. 12, in genere a canne sovrapposte (il punto è valido se una parte visibile o tutto il piattello è frantumato prima di toccare il suolo). Il piattello, di 11 cm di diametro, generalmente di argilla, è lanciato da una o due macchine automatiche con gittata di 70-80 m; l'imprevisto è dato dalla variazione dell'angolo di deriva del lancio che varia fino a 65º a destra o a sinistra per ogni lancio. Per ogni tiro sono concessi al concorrente 2 colpi; nel tiro al piattello classico, o trap, il tiratore spara da 5 posizioni successive, stando sempre dietro alla postazione di lancio, e i piattelli si allontanano sempre dalla posizione di tiro con angolazioni diverse. Nello skeet, variante del precedente, il tiratore spara da 8 postazioni successive, 7 lungo la circonferenza di un largo semicerchio e l'ottava stando al centro; i piattelli vengono lanciati da due macchine, una in alto e una in basso, situate alle due estremità del semicerchio, e i piattelli volano attraverso l'area del semicerchio opposto. Si possono disputare gare sia individuali sia a squadre. Il tiro a volo, praticato in un apposito campo di tiro, fa parte delle specialità dei giochi olimpici.

Sport: tiro a segno

La prima regolamentazione del tiro a segno, uno sport molto antico, con armi da fuoco individuali, venne fatta nel sec. XIX; nel 1890 venne disputato il primo campionato italiano e nel 1894 si formò l'Unione dei Tiratori Italiani che disciplinò le gare. Lo sport del tiro a segno fu ammesso alle Olimpiadi del 1896 con 5 specialità che nel 1900, a Parigi, arrivarono fino a 27; attualmente sono ridotte a sei. Le gare vengono effettuate in appositi campi, i poligoni, con bersagli che possono essere fissi o mobili. I tiratori vengono suddivisi in categorie: ragazzi (dai 14 ai 16 anni), juniores (dai 16 ai 20 anni), giovani (dai 21 ai 25 anni), seniores (dai 26 ai 59 anni) e veterani (oltre 60 anni). Le gare possono essere maschili e femminili e vengono disputate con armi sportive: carabina libera e standard, pistola libera e standard, pistola di grosso calibro e pistola automatica. Nel pentathlon moderno è prevista una prova di tiro a segno con la pistola. L'abilità del tiratore è definita dalle classi che sono: seconda, prima e maestri tiratori. Particolari competizioni sono riservate ai militari e comprendono: tiro individuale e tiro collettivo contro sagome cadenti; di esattezza; tiro accademico con moschetto o fucile in uso nelle forze armate; tiro con la carabina libera calibro 5,6 (60 colpi); tiro con la carabina libera calibro 5,6 ma con il doppio dei colpi; tiro con la carabina ad aria compressa calibro 5,6; tiro con arma libera; tiro con pistola libera; tiro celere con pistola automatica calibro 5,6; tiro libero con pistola automatica o rivoltella; tiro di allenamento a cartoni, con carabina calibro 5,6; tiro di allenamento a cartoni, con pistola libera; tiro con moschetto flobert calibro 6; tiro con carabina ad aria compressa calibro 4,5. Il tiro a segno è disciplinato per legge dal 1861, nel 1863 fu organizzato in modo completo come tiro a segno nazionale e ne fu affidata la sorveglianza politica e amministrativa al Ministero degli interni. In prosieguo di tempo è stata creata l'UITS (Unione Italiana di Tiro a Segno), aggregata al CONI Possono essere costituite nei Comuni delle sezioni di tiro a segno; i poligoni sono beni appartenenti al demanio dello Stato e vengono concessi gratuitamente per l'esercizio del tiro a segno alle sezioni.

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