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trìzio

sm. [sec. XX; dal greco trítos, terzo con allusione al numero di massa in relazione al deuterio]. Isotopo radioattivo dell'idrogeno, detto anche tritio, il cui nucleo è formato da un protone e da due neutroni; si denota con i simboli T o 3H, quest'ultimo indicante il suo numero di massa 3. Il trizio fu ottenuto per la prima volta nel 1934 da Rutherford bombardando il deuterio con deuteroni veloci. In natura è presente nell'idrogeno atmosferico e nell'acqua piovana, dove si forma, in quantità infinitesime, attraverso reazioni nucleari provocate dai raggi cosmici; la percentuale di trizio atmosferico ha subito un brusco aumento, a partire dal 1954, in seguito agli esperimenti con bombe termonucleari. Il trizio viene prodotto in quantità abbastanza elevate per le applicazioni scientifiche e quale esplosivo per le bombe termonucleari. Le reazioni nucleari che portano alla formazione di trizio sono numerose: quella di maggiore impiego è il bombardamento dei nuclei atomici del litio, solitamente in lega con il magnesio o con l'alluminio, con fasci di neutroni generati nei reattori nucleari. Le proprietà fisiche del trizio sono simili a quelle dell'idrogeno, rispetto al quale presenta una densità allo stato gassoso tripla e punto di ebollizione (24,92 K) superiore. Il trizio, inoltre, è radioattivo e presenta un periodo di semitrasformazione di appena 12,26 anni; la sua disintegrazione comporta l'emissione di particelle β e la trasformazione in elio-3. Essendo uno degli isotopi radioattivi meno pericolosi i composti marcati con il trizio possono venire somministrati anche in quantità notevole agli organismi viventi per ricerche medico-biologiche.

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