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tròta

sf. [sec. XIV; latino tardo tructa]. Nome comune di alcune specie di Osteitti del genere Salmo della famiglia dei Salmonidi. La trota comune (Salmo trutta) presenta muso arrotondato e bocca armata di denti anche sulla lingua e sul palato. La colorazione, generalmente verde-grigiastra o giallastra con macchie più scure sul dorso, diventa biancastra nelle parti inferiori, ma è variabile nelle diverse razze e varietà; le trote di fiume, per esempio, mostrano alcune macchie rosse lungo i fianchi. Più o meno legata alle acque correnti, abbisogna di acque relativamente fredde e ben ossigenate. Perennemente alla ricerca di cibo, si nutrono di insetti, crostacei, molluschi e anche di avannotti; all'epoca della riproduzione, tra novembre e dicembre, le trote risalgono i fiumi; nei corsi d'acqua montani le femmine scavano una buca nella ghiaia del fondo e vi depongono le uova (da 1000 a 2000 per chilogrammo di peso corporeo), tondeggianti e di colore arancione. Dopo un periodo di 4-6 settimane nascono le larve e la maturità sessuale si compie ai 3 anni. Simile a questa, ma ormai senz'altro più comune perché allevata artificialmente, è la trota iridata (Salmo gairdnerii), importata dall'America, riconoscibile per la forma della coda, molto incavata posteriormente, e per la linea laterale più chiara del resto del corpo e iridescente. Ha uno sviluppo più precoce della Salmo trutta e viene intensamente allevata. § Le carni della trota sono assai pregiate perché leggere e nutrienti. I grossi esemplari, specialmente quelli dalle carni salmonate, si presentano in genere bolliti con maionese. Gli esemplari più piccoli (trotelle) vengono cotti “al blu”, cioè bolliti vivi in acqua salata, o fritti, arrostiti ecc.

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